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Il cristianesimo

• Le religioni dell’impero romano
L’impero romano si dimostrò molto aperto e tollerante rispetto alle altre religioni che venivano professate nell’impero, purché si rispettasse il culto dell’imperatore. Nel 2-3 secolo, un clima di disagio morale, dovuto per la maggior parte alla crisi economica che imperversava nell’ impero, spinse molte persone a convertirsi a nuovi culti che prevedevano una vita ultraterrena migliore e più felice.
• Gesù di Nazareth
Durante l’impero di Augusto nacque a Betlemme, in Palestina, Gesù. Si autoproclamò figlio di Dio e predicava una nuova religione fondata sui principi dell’uguaglianza, giustizia, carità e amore. Il suo messaggio di pace era rivolto a tutte le persone indistintamente ed esse venivano iniziate alla religione con un rito di “rinascita” e purificazione dai peccati: il Battesimo (dal greco “baptimòs” che significa immersione). Fu denunciato dalle comunità ebraiche timorose di questa nuova religione e così fu crocifisso nel 33 d.C. sotto il consenso del governatore romano Ponzio Pilato.

• Gli apostoli e le prime comunità cristiane
Furono dodici seguaci di Gesù, gli apostoli (dal greco “apòstolos” che significa inviato) a diffondere la nuova religione e i suoi messaggi nel mondo. Così, in molte città del Mediterraneo, sorsero le prime comunità cristiane, diffuse soprattutto nei ceti più poveri per i contenuti “rivoluzionari” e guidate dagli “antenati” dei sacerdoti: i presbiteri. La vita di Gesù fu tramandata anche con delle fonti scritte come i Vangeli, che con altri scritti crearono poi il Nuovo Testamento cristiano. Un ruolo fondamentale nella diffusione del cristianesimo lo ebbe anche Paolo di Tarso, ebreo cittadino romano che convertitosi, seppe armonizzare il messaggio di Gesù con la tradizione culturale e filosofica romana ed ebraica; fisso anche, in numerose lettere che spedì alle prime comunità cristiane, i punti principali della dottrina cristiana.
• La persecuzione del cristianesimo
La predicazione dell’uguaglianza di tutti gli uomini davanti a Dio, il rifiuto di combattere perché veniva rinnegata la violenza e, principalmente, il rifiuto di celebrare il culto dell’imperatore, suscitarono nelle autorità romane delle forti ostilità nei confronti del cristianesimo. Alle volte queste ostilità si manifestarono in modo molto violento con delle vere e proprie persecuzioni sistematiche. La prima si verificò per opera dell’imperatore Nerone e portò alla morte gli apostoli Pietro e Paolo.

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