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• Mu’taziliti e Ash’ariti
Sono le due maggiori correnti teologiche dell’Islam. I primi fioriscono nel IX secolo, mentre i secondi nel X, entrambi in Iraq. La discriminante è che gli Ash’ariti sono diventati i teologi ufficiali dell’Islam sunnita, mentre i Mu’taziliti sono prima semiscomparsi, per poi ritornare alla luce in età contemporanea. Questi ultimi sono “quelli che si separano”, mentre gli altri traggono il loro nome dal loro fondatore, Ash’ari (morto nel 935, originariamente mu’tazilita). A grandi linee, i Mu’taziliti sono più razionalisti, mentre gli Ash’ariti sono tradizionalisti (tra loro al-Ghazali). Entrambe le correnti sono componenti del kalam.

Ci sono anche altre formi minori di teologia islamica:
A) Maturidismo
La ragione ci può condurre a concludere dimostrativamente dell’esistenza di Dio e a discriminare tra bene e male addirittura prima della discesa della rivelazione. L’uomo è libero nei suoi atti. Il peccatore rimane credente (mu’min) e non deve essere escluso dall’abbraccio della Comunità.

B) Zahirismo
Il Corano e la Sunna vanno intesi nel loro senso letterale, senza che vi sia la necessità di applicare il ragionamento umano, neppure quello per analogia. Molto spazio però rimane per esercitare l’ijtihad in tutti quei campi non coperti dai testi sacri, per esempio i problemi filosofici
C) Ibn Taymiyya
Acerrimo critico del kalam tradizionale. Vede “irrazionalità” negli ash’ariti e rifiuta la “assurda” teoria del kasb. I mu’taziliti invece hanno troppa fiducia nella ragione e danno eccessivo credito alla libertà umana di agire, nonché esagerano nel ta’til.
Invece le argomentazione della ragione non possono essere in contraddizione con l’evidenza sia del Corano che della Sunna. Il jihad è un dovere, non solo contro li infedeli, ma anche contro quei musulmani che sono solo superficialmente credenti o che deviano dalla retta via stabilita da Dio.

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