Ominide 4554 punti

Umberto Saba: vita e formazione


Saba nacque a Trieste da madre di origine ebraica e padre veneziano, il quale abbandonò la famiglia quando Saba era piccolo. L’iniziale risentimento che l’autore provava nei confronti del padre è espresso nel componimento “mio padre è stato per me l’assassino”. A causa del distacco dal padre, il poeta visse un’infanzia triste, descritta ed evocata nelle poesie intitolate “piccolo Berto”.
Il vero cognome dell’autore era Poli, ma egli adottò il cognome Saba (che in ebraico vuol dire “pane”) come segno di riconoscimento nei confronti della madre. Intrapresi gli studi, egli si imbarcò come mozzo (esperienza trasposta nel componimento “Ulisse”) e, pur vivendo nella Trieste asburgica, si dichiarò sempre come cittadino italiano.
In seguito si sposò con Carolina ed ebbe una figlia: Linuccia. Come Ungaretti si arruolò volontario nella Grande Guerra e, terminato il conflitto, gestì una libreria antiquata a Trieste, che nel frattempo era diventata una città italiana.
Per sfuggire alle violente campagne razziali, durante gli anni della persecuzione fascista il poeta si rifugiò a Firenze, dove condusse una vita discreta e nascosta fino al giorno della liberazione.

Opere e poetica


La raccolta più importante di Saba è “Il canzoniere”, che comprende diverse poesie. La raccolta è ispirata all’omonima opera petrarchesca, da cui l’autore trae la ricerca e la descrizione della semplicità. L’autore scrisse anche alcune raccolte in prosa, come ad esempio “Scorciatoie e raccontini” e “Ricordi”. Infine, dopo la morte del poeta, la figlia Linuccia pubblicò la raccolta postuma “Ernesto”, in cui l’autore narra con un linguaggio semplice e puro le proprie esperienze adolescenziali.
La poetica di Saba è semplice, schietta e limpida. Per questo motivo l’autore si definiva “il poeta più chiaro e onesto al mondo”; la sua lirica, infatti, non risulta mai un monologo dal significato occulto, ma si configura come un colloquio aperto con il lettore, privo di qualsiasi pretesa da poeta vate o veggente. Saba, inoltre, contrappone l’onestà manzoniana alla disonestà dannunziana, veicolata da ideologie complesse quali ad esempio il panismo e il simbolismo. Mentre D’annunzio ricercava la parola roboante, gli ermetici adoperavano termini semplici ed essenziali.
Hai bisogno di aiuto in Umberto Saba?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email