La poesia foscoliana tra Classicismo e Romanticismo


Nel pensiero e nella poetica di Ugo Foscolo coesistono elementi che derivano sia dal movimento culturale del Neoclassicismo sia da quello del Preromanticismo; soprattutto nelle principali opere poetiche si riscontrano i caratteri romantici della poesia (definita da Guglielmo Schlegel:"la poesia del desiderio") quali l'"ansia dell'Infinito": il poeta aveva un carattere molto passionale ed instabile che lo portò a calarsi totalmente nella storia del suo "reo tempo". Quest'ultimo accresceva l'angoscia foscoliana che con il suo incessante proseguire limita ogni trasformazione destinando tutto al "Nulla Eterno"; solo le illusioni sovrastano quest'ansia e vincono sul tempo (tra cui gli affetti umani, le opere egregie e la poesia). Tra le varie poesie (ovvero due odi e dodici sonetti) ciò si evince nel sonetto "Alla sera" che racchiude tra le due quartine e le due terzine l'insofferenza, la delusione e la meditazione sulla morte (analogamente comparata alla sera) ed il Nulla Eterno.
Altri elementi prettamente romantici sono la celebrazione della bellezza mortale della donna amata, che con la sua grazia dona armonia e serenità equilibrando tutto, e la forza circolante nei "Sepolcri". Tutti questi elementi preromantici presenti nella produzione poetica di Foscolo sono riflesso dell’ “Amore dell’eterno” (che caratterizza l’intera produzione foscoliana) alimentata dal desiderio di conoscenza ed esaltazione dell’interiorità umana: la conseguenza alla sete di conoscenza è il mistero dietro ogni composizione. Ramat definisce Foscolo come “creatore di nuova mitologia” poiché il poeta è riuscito a fondere i sensi dell’animo moderno nei miti tradizionali; seppur i caratteri neoclassici interessino la compostezza stilistica, l’utilizzo del linguaggio aulico o gli elementi mitologici ripresi nei testi poetici, temi come quello della morte, l’esilio e sepolcrale sono presenti in opere a carattere classico come nei “Sepolcri” o “Dei Sepolcri”. Ultimo elemento classicheggiante che caratterizza la poetica foscoliana è la fedeltà alla madrepatria (cioè la Grecia) professata nel sonetto “A Zacinto” e nel carme “Dei Sepolcri”.
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