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Confronto tra poesie


A Zacintoè un sonetto con schema di rima ABAB, ABAB, CDE, CDE. Affronta un tema fondamentale della vita del poeta: il dolore per l'esilio e la nostalgia per la propria terra natia, dove la madre ha partorito un figlio di cui non potrà più godere la presenza. A tutto ciò sono collegati altri temi molto importanti: quello dell nascita in terra greca e quindi nella culla di tutto ciò che c'è di bello (come indica il riferimento alla nascita di Venere), quello della poesia, che rende indimenticabili sia gli uomini, come Ulisse, sia i luoghi, come la stessa Zacinto, infine, quello della tomba su cui parenti e amici si ritroveranno per piangere la sua morte. I temi dell'esilio e della tomba li ritroviamo anche nel sonetto In morte del fratello Giovanni.Il primo è espresso con il verso <<[...]s'io non andrò sempre fuggendo/ di gente in gente[...]>> (vv. 1-2) e il secondo con il verso <<[...] mi vedrai seduto/ su la tua pietra [...]>> (vv. 2-3). Inoltre, sappiamo che Foscolo, per scrivere questo sonetto si è ispirato al Carme 101 del poeta Catullo; per questo, troviamo molti elementi comuni: <<Multas per gentes et multa per aequora vectus>> (varcando tanti mari, passando per tanti popoli) lo possiamo associare ai versi 1 e 2, nei quali troviamo il tema dell'esilio; in <<Arenio has miseras, frater, ad inferias>> (giungo fratello alla tua tomba amara) troviamo i versi 2 e 3; infine <<et mutam nequiquam alloquerer cinerem>> (a parlare alla tua cenere che non risponde) lo possiamo associare ai versi <<[...] parla di me col tuo cenere muto[...]>> (v.6).
Come nella poesia Alla sera, in In morte del fratello Giovanni vediamo che Foscolo desidera quasi ardentemente la morte perché essa lo distaccherà dagli affanni della vita e gli porterà tranquillità, come afferma nel verso <<[...] e prego anch'io nel tuo porto quiete.>> (v.11). Infine, negli ultimi versi, come detto in precedenza, lui prevede che morirà in terra straniera, infatti fa appello alle <<[...] Straniere genti [...]>> (v. 13) di riportarlo tra le braccia della madre. Nel sonetto Alla Sera, invece, il tema principale è quello della morte. Già il titolo ci fa capire che essa simboleggia la morte stessa, grazie anche all'analogia che il poeta, fin dal primo verso, stabilisce tra il riposo notturno e quello eterno: <<Forse perché della fata quiete/ tu sei l'imago [...]>> (vv. 1-2). La sera porta sia tramonti estivi e fresco, sia atmosfere invernali e tenebrose, ma in entrambi i casi è desiderata perché ispira i più intimi pensieri e reca serenità: <<[...] sempre scendi invocata, e le secrete/ vie del mio cor soavemente tieni.>> (vv. 7-8).
Come in In morte del fratello Giovanni, troviamo espressa la sofferenza e gli affanni dell'autore che però, grazie alla sera, svaniscono per un momento.
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