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Ugo Foscolo: vita e pensiero

Vita

Ugo Foscolo nacque nel 1778 a Zante, che egli grecamente chiamava Zacinto. Visse qui per un periodo di tempo, ma dopo la morte del padre si trasferì a Venezia sotto la protezione di Cesarotti. Quando scoppiò la Rivoluzione francese (1789), Foscolo si trovava a Venezia e, vivendo in piena povertà, partecipò attivamente ala vita politica, infatti fu un accanito sostenitore del giacobinismo, smanioso di gloria e di rivalsa. Foscolo sperava che l’Italia venisse liberata dai vecchi regimi attraverso la venuta dei francesi. Per questo motivo scrisse un’ode in cui riversava tali speranze “A Bonaparte liberatore”. Tuttavia Napoleone firmò il trattato di Campoformio con l’Austria e con tale trattato cedeva Venezia al nemico. Deluso andò in esilio e in particolar modo si trasferì a Londra, dove ebbe il merito di aver fatto conoscere la letteratura italiana . morì a Londra nel 1827.

Pensiero
Foscolo riteneva la ragione come causa del bagno di sangue avuto con la rivoluzione e soprattutto la riteneva incapace di poter comprendere le realtà profonde dell’uomo. Reagì al culto della ragione rifugiandosi nel Neoclassicismo e rifiutando il Romanticismo e il suo culto del vero. Come tutti i neoclassici, Foscolo aspirava al bello ideale. Per cui il bello ideale era la coscienza della nostra lontananza temporale e morale da una civiltà splendida che solo una volta era esistita. Il bello ideale era quel mondo antico che si era avuto in passato ormai irripetibile. Questo mondo antico era diventato per Foscolo una sorta di ristoro dell’ uomo.

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