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I sonetti e le odi: nelle poesie pubblicate nel 1803 Foscolo sviluppa le due anime fondamentali della sua poetica, che corrispondono all'incirca ai due volti psicologici e letterari sopra delineati: da un lato la passionalità, il forte coinvolgimento nelle vicende contemporanee e dall'altra il richiamo alla classicità come rifugio in un altro mondo. Nelle odi i riferimenti autobiografici sono tenui e banali mentre nei primi otto sonetti ricordano da vicino l'ispirazione tempestosa dell'Ortis tra cui la tentazione del suicidio. Gli ultimi quattro mettono a frutto la misura esatta del sonetto e la ripresa degli autori classici per creare un linguaggio nuovo.

L'origine e i limiti della giustizia: in questo testo Foscolo esprime il suo parere sulla vita. L'autore crede che l'uomo e i suoi limiti sono piccoli a confronto dell'universo. Inoltre parla anche di una società in cui tutti sono contro tutti.

La funzione sociale della letterature: Foscolo pensa che la società è basata sul dominio dei pochi sui molti, ovvero, i politici e i religiosi dominano i sudditi con una forza che può essere superata soltanto dalla parola. Queste persone, devono rendersi conto che i loro interessi devono essere quelli che l'intera società vuole. Alcune persone comuni però hanno avuto il dono di essere scrittori, e questi devono coraggiosamente smascherare l'abuso delle persone ricche e potenti.

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