“I sonetti” (1802-1803)


Furono composti da F. nel 1802 per un totale di 12 sonetti, di cui 4 hanno particolare rilievo (A Zacinto, Alla Musa, In morte del fratello Giovanni, Alla sera).

Nei quattro sonetti maggiori i temi dell’esilio e dell’illacrimata sepoltura, dell’inarrestabile fuggire del tempo, degli affetti familiari sconvolti da fati avversi, dall’anelito alla quieta suprema, risultano depurati rispetto a quanto accade nell’Ortis .

Sul piano formale, F. rispetta la struttura classica, ma la rinnova dall’interno usando arditi enjambments e rompendo la corrispondenza tra periodo e strofa per esprimere una forte tensione emotiva.

Le odi (1800-1802)


“A Luigia Pallavicini”
È di ascendenza pariniana e montiana, sia per la ricchezza dei quadri mitologici sia per l’adesione alla poetica del sublime.
È importante perché F. attribuisce al mito una funzione particolare (conferire significato universale a quei valori che il poeta rinveniva non solo nel passato classico ma anche nel mondo contemporaneo.

“A l’amica risanata”
La celebrazione della bellezza diventa anche esaltazione della poesia ,sentita come consolatrice ed eternatrice dei valori più alti. Così il grande tema dell’ode è proprio questa risoluta e commossa consapevolezza del valore universale della poesia.

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