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Foscolo

Niccolò Ugo Foscolo nasce a Zante nel 1778. L’isola in cui nasce all’epoca apparteneva alla repubblica di Venezia. Il padre era un medico veneziano. Viveva a Zante. Il padre muore prematuramente e la madre si trasferisce a Spalato per trovare il supporto di familiari e amici. Si trasferisce poi a Venezia in cerca di un sostegno economico. Ugo studia a Spalato e raggiungerà la madre a Venezia. Egli non conosce la lingua italiana e inizia a leggere e a frequentare circoli e salotti. La situazione economica della famiglia non è cambiata ma lui non nascondeva questa condizione; ne era quasi orgoglioso. Il suo essere era abbastanza egocentrico e nonostante la giovane età (nemmeno 20 anni) riusciva ad entrare nei circoli letterari in cui si incontravano gli intellettuali. Già Foscolo scriveva e le sue idee piacevano molto. Egli era un egocentrico al pari di D’Annunzio. Il suo nome era sempre in bocca agli intellettuali o per gli amori o per i suoi scritti. A 19 anni mette in scena la tragedia intitolata Aiace, che parla di Tirannide. In questo periodo Foscolo vive sia l’entusiasmo rivoluzionario sia quello di Napoleone. Egli prende molto a cuore la situazione italiana dell’epoca. Soffre molto della presenza austriaca in Italia. Quando Napoleone crea la repubblica Cispadana e Cisalpina Foscolo accoglie questo come una speranza. È talmente contento che entra nelle truppe napoleoniche e anche quando Napoleone deluderà le sue aspettative, egli rimarrà nell’esercito. È la prima volta che un letterato fa un lavoro diverso: diventa militare. Quando Napoleone scende in Italia Foscolo oltre ad allearsi con l’esercito Napoleonico è convinto che Napoleone libererà l’Italia, in particolare Venezia dagli austriaci. Così è stato ma con il trattato di Campoformio Napoleone la restituisce agli austriaci come patto. Si capisce quindi che Napoleone guarda solo ai propri interessi. Nonostante questo crollo di Napoleone agli occhi di Foscolo, il poeta rimarrà nell’esercito. Ad ogni modo vuole la libertà di scrivere ciò che vuole. L’aiace continuerà ad essere rappresentato ma viene interrotto per i riferimenti a Napoleone con la Tirannide. Foscolo sarà costretto a fuggire. È anche perseguitato dai debiti. Vive al di sopra delle sue possibilità.
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