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Torquato Tasso


La biografia di Torquato Tasso riveste una grande importanza, in quanto egli vive delle grandi difficoltà che traspaiono anche dalle sue opere che sono appunto contrassegnate da una sorta di bipolarismo continuo che nasce dalle controversie della sua epoca (a quell’epoca, infatti, tutte le opere erano sottoposte a un rigido controllo di censura e se non eri un buon cristiano rischiavi di essere torturato o ucciso). Tasso, scrivendo un’opera che esaltava la fede, la “Gerusalemme liberata”, si trova a vivere dunque in uno stato ansiogeno. Per via del carattere particolare di Tasso il binomio genialità-follia nacque proprio sulla sua personalità, in quanto egli, essendo bipolare, appariva come un folle (strappava, ad esempio, le pagine della sua stessa opera, pensando che questa fosse troppo meravigliosa rispetto a quella scritta dal padre e quindi sentendosi in colpa, oppure andò egli stesso a casa della sorella, mascherato, e annunciò la propria morte per vedere se questa sarebbe stata davvero una reale causa di dolore per la sua famiglia). Egli, inoltre, fu rinchiuso per sette anni in un ospedale-carcere, poiché aggrediva tutti a corte, compreso il Signore d’Este; qui in questo ospedale-carcere l'autore scrisse le sue opere migliori.
Tasso, per non rischiare che la Gerusalemme Liberata venisse censurata, inviò l’opera ad un gruppo di dotti che inserirono delle correzioni, così l’opera fu pubblicata mentre Tasso si trovava ancora nel carcere di Sant’Anna; quando scoprì che l’opera era stata modificata di molto andò su tutte le furie. Nonostante queste modifiche, l’opera piacque molto, tanto che fu letta anche in letture pubbliche; così il Signore di Mantova fece dimettere l'autore.
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