Concetti Chiave
- Nel canto IV, Satana organizza un concilio di demoni per orchestrare una controffensiva contro i Crociati, introducendo il conflitto tra forze invisibili del Male e Bene.
- Satana è descritto con un aspetto orribile e maestoso, con occhi rosseggianti e una bocca immonda di sangue, che incute terrore e autorità tra i demoni.
- Il discorso di Satana rovescia la visione cristiana, presentando Dio come un monarca invidioso e descrivendo la ribellione degli angeli come un atto di coraggio e virtù.
- Rispetto alla tradizione, il Satana del Tasso possiede dignità e maestosità, distinguendosi dai diavoli grotteschi e volgari di altre opere letterarie.
- Il piano di Satana prevede la dispersione, la morte e la corruzione dei Crociati, puntando alla distruzione del campo cristiano, ma verrà fermato dall'intervento divino.
Introduzione
Nel canto IV, come preannunciato nel proemio, intervengono le potenze infernali per contrastare l’azione dei Crociati. Di fronte al consolidarsi dell’assedio cristiano intorno alle mura di Gerusalemme, Satana convoca un concilio di demoni per organizzare e scatenare la controffensiva. Per cui, d’ora in poi, Goffredo si dovrà confrontare non con i nemici musulmani visibile, ma anche con le forze invisibili del Male. Siamo quindi al secondo livello del conflitto che vede opporsi il Male al Bene. Si potrebbe parlare di un’anti crociata satanica. Innanzitutto all’ottava 7, viene descritto l’aspetto orribile di Satana.
VII
Orrida maestà nel fero aspettoTerrore accresce, e più superbo il rende:
Rosseggian gli occhj, e di veneno infetto,
Come infausta cometa, il guardo splende:
Gl’involve il mento, e su l’irsuto petto
Ispida e folta la gran barba scende:
E in guisa di voragine profonda,
S’apre la bocca d’atro sangue immonda.
Il terrore accresce la sua orrenda maestà nell'aspetto feroce e ciò accresce la sua superbia: gli occhi rosseggiano e lo sguardo, infettato dal veleno, emana luce sinistra come una stella cometa che porta sfortuna, un'ispida e folta barba gli circonda il mento fino a scendergli sul petto ricoperto di peli, e la bocca, simile ad una profonda voragine, sporca di sangue scuro.
Quindi, Satana prende la parola mentre tutt’intorno Cerbero cessa di emettere i suoi latrati e i fiumi infernali fermano il loro corso. Nel suo discorso, Satana presenta un punto di vista totalmente rovesciato rispetto a quello del Cristianesimo. La storia biblica di cui egli parla è vista come uno scontro tra due re: Satana e Dio, ma Dio non viene mai nominato direttamente e accusato di essere invidioso nei suoi confronti Ricorda anche la caduta negli Inferi degli angeli ribelli, un fatto che, perciò, non considerato come una sconfitta poiché le forze del male non sono state piegate in via definitiva. Pertanto l’impresa di Gerusalemme non è altro che un ulteriore episodio dello scontro epico fra Satana e Dio. La figura di Satana che viene fuori da queste ottave e diversa da quella tradizionale: è sì un vinto, ma irriducibile nel desiderio di rivincita
Come Satana ci presenta Dio
Secondo la tradizione cristiana, all’origine del mondo, Dio si sarebbe trovato di fronte ad una vera e propria ribellione da parte degli angeli appena creati. Il più bello fra di loro, Lucifero (= portatore di luce), avrebbe ingaggiato una lotta contro gli angeli buoni, insieme a quelli disubbidiente, ma sarebbe stato sconfitto dall’arcangelo Gabriele. Sconfitti, i ribelli furono precipitati già dal Paradiso, trasformati in demoni infernali e Lucifero in Satana.Questa storia sacra viene presentata dal Satana della Gerusalemme Liberata in termini puramente politico-militari, come se si trattasse di uno scontro fra due sovrani. Dio è presentato come una persona piena di sospetti e di sdegno a causa dell’altrui grandezza. La ribellione orinaria è definita un’alta impresa, la lotta contro gli angeli rimasti fedeli è una battaglia contro il celeste impero e viene sottolineato il coraggio, la virtù e l’energia con cui i ribelli lottarono contro Dio. Viene anche insinuato che alla fine la storia di questa ribellione è stata scritta dai vincitori, pertanto non del tutto attendibile. In sintesi, Dio è un monarca imperialista, non tollera la presenza di rivali e li schiaccia senza pietà. Chi a lui oppone compie un atto virtuoso (in senso machiavelliano).
Come ci è presentato Satana
Rispetto alla tradizione letteraria, il Satana del Tasso ha un aspetto totalmente diverso. In Dante, Satana è un mostro orribile, senza personalità il cui comportamento è meccanico. Gli altri diavoli sono delle figure grottesche con aspetti comici, come ci indicano gli stessi nomi. Sono come dei pagliacci che non esitano ad abbandonarsi a gesti osceni e volgari.Invece il Satana del Tasso ha una propria dignità che riprende la maestosità dei re degli Inferi pagani.. Il suo aspetto è orribile, ma ispira rispetto: infatti, i mostri infernali dinnanzi alle sue parole si zittiscono e il fiume Cocito arresta il suo corso. La sua eloquenza è degna di un capitano dell’esercito. Anche in questo ambito, il Tasso ha saputo operare una svolta: Satana è una figura tenebrosa, sì, ma di un tenebrosa grandezza.
Il piano ostilità di Satana contro i Crociati
A conclusione del suo discorso, presenta il suo piano di contrasto all’azione bellica dei Crociati. Siamo nella XVII ottava.
XVII
Sia destin ciò ch’io voglio; altri dispersoSen vada errando: altri rimanga ucciso:
Altri in cure d’amor lascive immerso,
Idol si faccia un dolce sguardo e un riso:
Sia 'l ferro incontro al suo rettor converso
Dallo stuol ribellante e in se diviso:
Pera il campo e ruini, e resti in tutto
Ogni vestigio suo con lui distrutto
• altri disperso/s’en vada errando: Si riferisce alle peregrinazioni di Rinaldo e a Tancredi sviato perché sulle orme della falsa Clorinda
Pera il campo e ruini, e resti in tutto/Ogni vestigio suo con lui distrutto.
• altri rimanga ucciso Riferimento all’uccisione fratricida di Gernando da parte di Rinaldo
• Altri in cure d’amor lascive immerso,/Idol si faccia un dolce sguardo e un riso Satana fa riferimento a Rinaldo irretito da Armid anelle Isole Fortunate
Satana vuole anche che le armi (= il ferro) siano rivolte contro il capitano Goffredo; e da ultimo abbiamo la prospettiva finale dell’annientamento del campo cristiano (Pera il campo e ruini, e resti in tutto/Ogni vestigio suo con lui distrutto)
Si tratta di una vera e propria controffensiva e si vedrà puntualmente realizzata ma non nell’obiettivo finale che è la distruzione dell’accampamento cristiano e il fallimento della Crociata. Nel canto XIII, Dio interviene per fermare appena il tempo il disastro finale.