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Età della critica e l'Arcadia


A partire dagli ultimi anni del seicento, con la rivoluzione scientifica, si sviluppò un nuovo clima culturale: un clima avverso al principio di autorità e all'ossequio della tradizione, e disponibile all'esame critico e razionale delle certezza fino ad allora consolidate.

L'età della critica si basava principalmente su tre fattori:
- l'Empirismo, ovvero che la conoscenza umana si basa sull'esperienza;
- il Razionalismo, ovvero che solo la ragione può condurre a conclusioni veritiere e sicure;

- il Principio del libero esame, ovvero che tutti i campi della vita e del sapere possono venire sottoposti a un'indagine critica della ragione (morale, società, religione).

Il movimento dei libertini portò avanti queste nuove idee. Essi erano alla libera ricerca intellettuale e contro ai dogmi.
Il testo più importante del movimento è il Dizionario storico e critico di Bayle, un'opera che intende smontare le ipocrisie e gli errori (dei documenti) dei quali denunciava le ripercussioni sociali.

Uno scopo simile lo avevano i Padri mauri francesi che sottoposero alla critica le fonti ecclesiastiche (documenti e testi su cui si fondavano la fede cristiane e la storia della Chiesa).
Essi non accettavano le tradizioni e le leggende, al contrario le analizzavano razionalmente e scientificamente.

La nuova cultura della modernità riteneva che la crisi sì, era presente, ma era per loro positiva: era un passaggio e uno sviluppo da una civiltà ad un'altra, profondamente diversa.

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