I Principi di una Scienza Nuova di Giambattista Vico


Il Vico, nei Principi di una Scienza Nuova, traccia una “storia ideale del genere umano” attraverso tre stadi che corrispondono ad altrettante fasi della vita dell’individuo: l’età ferina primordiale, in cui gli uomini “sentono senz’avvertire”, cioè sviluppano la sensibilità, ma non la conoscenza; l’età della fantasia, in cui dominano il mito e la poesia, con gli uomini che “avvertiscono con animo perturbato e commosso”, cioè danno spazio all’immaginazione; l’età matura, in cui domina la ragione e gli uomini “finalmente riflettono con mente pura”. Così l’evoluzione di ogni singolo individuo, che, nel suo processo di maturazione, passa dall’infanzia alla fanciullezza, all’adolescenza, infine all’età adulta, si lega a quella del genere umano, ripercorrendo le medesime fasi di un unico modello ideale, caratterizzato dai corsi e ricorsi storici. Gli uomini superano lo stadio ferino grazie all’intuizione di un Essere superiore ed entrano nell’Età degli Dei, che costituisce il primo segno della civilizzazione; la fase successiva è detta Età degli eroi, nella quale gli uomini, animati dalla fantasia, si esprimono mediante i miti e le poesie; infine, l’evoluzione dell’umanità si completa nell’Età degli uomini, dominata dalla ragione. Ad ogni stadio corrisponde una diversa forma di governo: nell’ordine, modello teocratico, modello aristocratico, Stato monarchico o repubblicano moderno.
Infine, poiché, come detto, la storia per Vico procede per corsi e ricorsi, l’umanità, dopo aver raggiunto un elevato grado di civiltà, può anche regredire nella barbarie, come testimonia la caduta dell’Impero romano, seguita dalla nuova barbarie del Medio Evo.
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