Concetti Chiave
- Giambattista Marino, nato a Napoli nel 1569, condusse una vita avventurosa e sregolata, dedicandosi alla poesia dopo aver abbandonato gli studi di diritto.
- Trasferitosi in Francia nel 1615, Marino pubblicò l'Adone nel 1623, consolidando la sua fama come il maggiore poeta dell'epoca.
- La poetica della "meraviglia" di Marino si caratterizza per l'uso di immagini variegate e metafore originali, dando vita a uno stile noto come "marinismo".
- La prosa del Seicento, sebbene dominata da scritti scientifici, presenta una ricercatezza stilistica e un uso abbondante di figure retoriche, tipiche dei predicatori e oratori del periodo.
- La poetica di Marino, inizialmente criticata, è ora riconosciuta come fondamentale per lo sviluppo della poesia italiana barocca.
Qual è la vita avventurosa di Marino?
Giambattista Marino nacque a Napoli nel 1569 e vi morì nel 1625. D’indole inquieta, condusse una vita avventurosa e sregolata, conoscendo più volte l’onta della galera. Avviato dal padre agli studi di diritto, subito li abbandonò per dedicarsi alla poesia, la sua vera passione. Nel 1600 il Marino lasciò Napoli e si trasferì prima a Roma, dove fu segretario del cardinale Pietro Aldobrandini, poi a Torino, alla corte del duca Carlo Emanuele I di Savoia. Nella città piemontese frequentò gli ambienti aristocratici e letterari, ma il suo animo intemperante gli causò ulteriori problemi.
Il successo e le opere in Francia
Nuovamente arrestato nel 1611, fu liberato un anno dopo e nel 1615 si trasferì in Francia, dove lo accolsero con tutti gli onori. In terra transalpina, il Marino ne approfittò per ordinare la sua vasta produzione poetica e per pubblicare, nel 1623, l’Adone, un lungo poema mitologico.
Nello stesso anno fece ritorno a Napoli, dove fu celebrato come il maggiore poeta dell’epoca.
Tra le numerose opere del Marino, menzioniamo, oltre al già citato suo capolavoro, le raccolte di versi La lira e La galleria.
La poetica della meraviglia
Giambattista Marino, poeta dotato di una grande abilità espressiva e di un sapiente uso della parola preziosa ed elegante, riassume, con le sue opere, le tendenze stilistiche del Barocco e dell’intera poesia secentesca italiana. Animato dal proposito di oltrepassare i limiti imposti dalla tradizione classica, dando espressione alle emozioni dell’individuo post-rinascimentale, attuò la sua poetica della “meraviglia”, finalizzata a colpire l’attenzione del lettore mediante la varietà delle immagini, l’originalità delle metafore, la complessità delle architetture concettuali, la sensualità delle descrizioni. Ne risulta uno stile eccessivamente elaborato, anche nel linguaggio, appesantito dalla retorica e dalla ricercatezza formale, il quale fu definito, dal suo nome, “marinismo”.
Attualmente, alla poetica della “meraviglia”, tanto osteggiata dai critici del Settecento e dell’Ottocento, che la considerarono un‘esercitazione stilistica, più che autentica poesia, si riconosce il fondamentale apporto dato allo sviluppo della poetica italiana in età barocca.
La prosa del Seicento
La prosa del Seicento, se si eccettuano gli scritti scientifici di Galileo Galilei e della sua scuola, presenta gli stessi caratteri della poesia coeva: la ricercatezza stilistica, ai limiti dell’ampollosità, la varietà di termini ed espressioni, l’uso frequente di metafore, similitudini, antitesi e giochi di parole, tendenti a stupire il lettore. Tali elementi si possono osservare nelle prose dei predicatori e degli oratori del XVII secolo, i quali eccellevano nell’arte della persuasione, non tanto per i contenuti, morali e religiosi, degli argomenti trattati, bensì per la forma con cui li esprimevano, facendo sfoggio di abilità letteraria, di ricchezza del lessico, di originalità delle immagini, di musicalità dei periodi. Questi prosatori, trovato un concetto particolarmente interessante, quindi predicabile, lo esplicitavano, dal punto di vista stilistico, nel miglior modo possibile.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la vita avventurosa di Giambattista Marino?
- Qual è l'importanza dell'opera "Adone" di Marino?
- Come si caratterizza la poetica della meraviglia di Marino?
- Quali sono le caratteristiche della prosa del Seicento?
Giambattista Marino, nato a Napoli nel 1569, condusse una vita sregolata e avventurosa, affrontando arresti e la galera, prima di dedicarsi completamente alla poesia, abbandonando gli studi di diritto.
"Adone", pubblicato nel 1623, è considerato il capolavoro di Marino e rappresenta un lungo poema mitologico che ha contribuito a consolidare il suo successo in Francia, dove fu accolto con onori.
La poetica della meraviglia di Marino si distingue per l'uso di immagini variegate, metafore originali e una complessità concettuale, mirata a colpire il lettore, e ha dato origine al "marinismo", uno stile elaborato e ricercato.
La prosa del Seicento, simile alla poesia dell'epoca, si contraddistingue per la ricercatezza stilistica, l'uso di metafore e giochi di parole, e si manifesta nell'arte della persuasione dei predicatori e oratori, che privilegiavano la forma espressiva.