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Galileo Galilei: Il Saggiatore e la favola dei suoni


Il Saggiatore

Si tratta di un’opera minore di Galileo Galilei. È un’opera favolistica. Pubblicata nel 1618, è precedente il “Dialogo”. È in volgare: linguaggio semplice e chiaro, dallo stile meno complesso. Utilizza un linguaggio così perché voleva esporre le sue teorie in modo chiaro, rivolgendosi a tutti. Galilei è una persona molto orgogliosa e testarda, ritiene assolutamente giuste le sue teorie, facendo pesare la sua autorità scientifica. Scrive l’opera dopo una polemica nata con uno scienziato, Grassi, riguardo lo studio delle comete. La polemica in realtà era nata tra Grassi e un discepolo di Galilei, ma sarà poi quest’ultimo a partecipare attivamente alla discussione. In quell’anno di comete ne passarono tre quindi furono molto oggetto di studio. La disputa scoppiò in quanto Grassi sosteneva che le comete fosse dei corpi celesti, mentre Galilei pensava che le comete fossero solo effetti ottici, non erano veri e propri corpi celesti. Si era arrabbiato molto con Grassi perché lui basava le sue considerazioni sui libri e non sull’osservazione diretta. Non studiava direttamente il fenomeno. Anche se la teoria di Galilei si rivelerà essere sbagliata, l’opera è importante in quanto lo scienziato cerca di dimostrare quale dei due sia il metodo migliore per studiare la natura. Dà particolare importanza al libro della natura, ovvero all’osservazione dei fenomeni. Grassi aveva scritto a Galilei un libretto dal nome “Libra”, che era la bilancia. Galilei rispose a Grassi con il “Saggiatore”, che era un bilancino di precisione usato dagli orefici. In questo modo vuole mettere da subito in chiaro che il suo metodo è quello più preciso, migliore. Difende la metodologia dello scienziato di osservare la natura. Il titolo gioca, quindi, su una metafora. Galilei e Grassi appartenevano all’Accademia dei Lincei, un’accademia di stampo scientifico molto importante, a Roma e tra le più antiche al mondo. Era al pari della Crusca come importanza.

La favola dei suoni

Nella favola, facente parte del “Saggiatore”, emerge la figura di un uomo, il protagonista, dotato di curiosità, di sapere di scienza. Si capisce che il sistema di ricerca dello scienziato è la curiosità, la voglia di continuare a cercare. L’ignorante non esce dal suo mondo, quindi pensa di sapere tutto anche se in realtà rimane nell’ignoranza. Nella favola, Galilei riflette anche sul fatto che la natura sia ricchissima. Bisogna uscire dal mondo e osservare, studiare, fare esperienza, con il rischio anche di sbagliare.
I punti fondamentali della favola sono quindi due: la curiosità che non è mai abbastanza e la ricchezza della natura, che è stimolante. Per Galilei bisogna avere voglia di sperimentare. Questa voglia, curiosità è alla base della ricerca stessa.
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