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Galilei - Dialogo sui due massimi sistemi: Una lezione di anatomia


Questionario

1. Da quale opera di Galileo è tratto il brano?
2. In che anno è stata scritta tale opera?
3. Qual è l’articolazione dell’opera?
4. Come si colloca il testo all’interno dell’ opera?
5. Chi sono i protagonisti del dialogo?
6. Quale ruolo ricoprono ciascuno di essi? Qual è la loro posizioni rispetto al tema trattato?
7. Perché all’inizio, Simplicio sembra confuso?
8. Che cosa vuole dimostrare Galileo scrivendo questo brano?
9. Che cosa significa l’espressione Ipse dixit?
10. Riassumi in poche righe l’episodio della dissezione?
11. Che cosa ha voluto dimostrare Galilei con questo aneddoto?
12. Riassumi brevemente l’aneddoto del pozzo.
13. Spiega la metafora dell’alfabeto.
14. Che cos’è la teoria eliocentrica?
15. Spiega la teoria geocentrica
16. A che cosa ricorre Galileo per rendere il suo testo più facilmente comprensibile da tutti?
17. Tutti e tre i personaggi adoperano lo stesso registro linguistico?
18. A quale conclusione arriva Filippo Salviati al termine del brano?
Risposte
1. Il brano è tratto dal Dialogo sui due massimi sistemi
2. Esso è stato scritto nel 1592, quando Galileo insegnava a Padova in un ambiente che gli era favorevole
3. L’opera comprende un Proemio e quattro parti che prendono il nome di “giornata”
4. Il testo si trova all’inizio della seconda giornata
5. I protagonisti sono Simplicio, Filippo Salviati e e Sagrado
6. Simplicio rappresenta la teoria aristotelica, Salviati è il sostenitore di quella copernicana, mentre Sagrado, che si identifica nel “discreto lettore” del proemio ricopre il ruolo di moderatore fra le due tesi anche se in realtà dimostra di essere a favore della teoria eliocentrica
7. All’inizio della seconda giornata, Simplicio risulta confuso perché il giorno precedente si è dimostrato che il mondo celeste è mutevole e corruttibile quanto la Terra e questa affermazione lo ha sconvolto perché è contraria alla teoria di Aristotele.
8. Galileo vuol dimostrare che le teorie aristoteliche non sono vere e che nella ricerca scientifica, lo scienziato deve fare affidamento sulla capacità di ragionare e di osservare.
9. L’espressione significa “Lo ha detto lui”, cioè è stato Aristotele a fare questa osservazione e ciò non si discute. Si tratta del principio di autorità
10. Un esperto di anatomia procede alla dissezione di un cadavere per verificare l’origine dei nervi e scopre che essi provengono dal cervello e non dal cuore, come affermano i seguaci di Aristotele. Uno dei presenti non si arrende all’evidenza e continua a sostenere che il filosofo greco era nel giusto.
11. Con questo episodio ha voluto dimostrare che il principio di autorità non può spiegare i fatti naturali e che in ogni caso l’uomo deve utilizzare la ragione e l’osservazione dei fatti
12. Per dimostrare che già Aristotele aveva scoperto il cannocchiale, si racconta che il filosofo greco aveva notato che le stelle si riflettono in fondo ad un pozzo e la loro immagine si ingrandisce con la presenza di vapori.
13. La metafora dell’alfabeto è un modo per dimostrare che la teoria dei seguaci del pensiero di Aristotele è sbagliata Essi sostengono che collegando e combinando le varie affermazioni fatte nei suoi libri dal filosofo greco si possono ritrovare tutte le invenzioni moderne. Sagredo risponde con sarcasmo dicendo che se questo fosse vero, anche mettendo insieme le varie lettere dell’alfabeto si potrebbero tutti gli aspetti della natura.
14. La teoria eliocentrica, che risale a Niccolò Copernico, afferma che il Sole è al centro dell’universo e tutti i pianeti gli ruotano intorno
15. La teoria geocentrica risale a Tolomeo e ad Aristotele ed ad essa si ispira anche Dante nella sua concezione dell’Universo. La terra si trova al centro dell’universo, è immobile e col tempo è soggetta corruzione e a cambiamento mentre il mondo celeste che le ruota intorno, compro il Sole e le stelle sono eterni
16. Per rendere le sue teorie più comprensibili a tutti, Galileo scrive l’opera in volgare, cioè nella lingua di Firenze del tempo, eliminando,però, le espressioni troppo tipiche.
17. I tre personaggi adoperano un registro linguistico diverso. Il linguaggio di Salviati e di Sagredo è più semplice, mentre Simplicio ricorre ad uno stile più elevato perché la sua mentalità è più tradizionalista.
18. Salviati arriva alla conclusione che il principio di autorità il principio di autorità va rifiutato: l’uomo deve pensare con i propri mezzi, cioè con la ragione, e non accettare ciecamente quello che hanno scritto gli altri.
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