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Confronto tra il pensiero di Galileo Galilei e il pensiero di Giovan Battista Marino


Galileo Galilei e Giovan Battista Marino sono considerati rispettivamente il primo come massimo esponente della divulgazione della ricerca scientifica seecentesca, il secondo invece come il massimo esponente della corrente letteraria del Barocco.

La visione della natura per i due intellettuali


Entrambi i due intellettuali esaminano la natura, osservandola a tutto campo e riscontrando anche le sue irregolarità ed essendo consapevoli del fatto che vi siano delle vere e proprie differenze tra realtà ed apparenza.
Un’analogia nel loro pensiero è riscontrabile nell’asserzione secondo cui un elemento importante è senz’altro l’evidenza visiva e osservare tutto ciò che li circonda. Inoltre Galilei definisce la natura come una sorta di libro scritto con dei veri e propri caratteri matematici. Quindi la matematica per lui diventa uno strumento molto importante per leggere e comprendere i fenomeni della natura. L’osservazione della natura per lui è lo spunto per poterla trascrivere secondo un vero e proprio linguaggio matematico.
Invece Marino - nell’ambito delle sue opere letterarie - descrive ed osserva la natura non nella sua perfezione, bensì nelle sue grandi irregolarità e nei suoi eccessi più grandi. Marino traduce questi aspetti importanti nella sua celebre opera letteraria, l’Adone, in cui mise in versi determinati aspetti legati anche alla scienza moderna.

Differenze tra il pensiero di Galileo Galilei e il pensiero di Giovan Battista Marino


La più grande differenza tra i due intellettuali italiani è dovuta soprattutto al fatto che Galileo Galilei è contro il Barocco, mentre proprio Marino è uno dei suoi massimi esponenti.
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