Ithaca di Ithaca
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Bellissima spiritata di Claudio Achillini, parafrasi

Introduzione


Claudio Achillini fu uno dei rappresentanti del Barocco più altisonante e grande ammiratore di Giambattista Marino. Conosciuto prevalentemente per la stesura di versi e prose, il suo stile si presenta talvolta artificioso e stucchevole, risentendo del suo ruolo di giurista.

Testo originale de Bellissima spiritata di C. Achillini


Lá nel mezzo del tempio, a l’improviso,
Lidia traluna gli occhi e tiengli immoti,
e mirano i miei lumi a lei devoti
fatto albergo di furie un sí bel viso.

Maledice ogni lume errante e fiso
e par che contra Dio la lingua arroti.
Che miracolo è questo, o sacerdoti,
che Lucifero torni in paradiso?

Forse costui, che non potea nel saggio
sovrastar, per superbia, al suo Fattore,

venne in costei per emolarne un raggio?

Torna confuso al tuo dovuto orrore,
torna al nodo fatal del tuo servaggio,
e sgombra questa stanza al dio d’amore!

Parafrasi


Al centro del tempio, improvvisamente,
Lidia sgrana gli occhi e li tiene fermi,
e i miei occhi a lei devoti osservano
il suo bel viso pieno d’ira.

Maledice ogni stella errante e fissa
e sembra calunniare Dio.
Oh sacerdoti, che prodigio è
il ritorno di Lucifero in paradiso?

Forse egli, che non poteva in saggezza
superare, a causa della superbia, il Creatore,
si manifestò in lei per eguagliare un raggio di luce?

Torna smarrito all’orrore da te causato,
torna al centro della tua condizione,
e abbandona questa stanza per lasciare spazio a Dio.

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