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Racconto-cornice di Lu cunto de li cunti

Il racconto-cornice narra la vicenda di Zoza, una principessa che non è più in grado di ridere. Per farla uscire da questo stato di malinconia, il padre fa costruire una fontana di olio sperando che succeda qualcosa intorno a questa fontana. Un giorno, finalmente, la principessa scoppia a ridere quando vede una vecchia avvicinarsi alla fontana e cadere, e poi compiere un atto volgare in risposta al paggio che ride di lei, al quale mostra le proprie oscenità. La vecchia si vendica però del riso della principessa, inviandole una maledizione: la principessa dovrà riempire con le proprie lacrime un vaso per far risvegliare da un lungo sonno un principe che giace da tempo dentro un sepolcro, e potrà sposarlo solo in questo modo. Zoza abbandona il palazzo e si avventura in un lungo viaggio durante il quale incontra tre fate che le donano tre frutti poveri (una castagna, una noce e una nocella) e tuttavia magici. Giunta finalmente al sepolcro, Zoza comincia a versare lacrime in un vaso e sta quasi per riempirlo, quando si addormenta. Una schiava nera, che ha seguito la scena, versa due lacrime e fa risvegliare il principe dal quale si fa sposare. Zoza si ricorsa degli oggetti ricevuti in dono dalle fate, e dopo due prove grazie alle quali incontra il l’amato principe, il cui nome è Taddeo (che in antico napoletano significa anche “sciocco”) utilizza il terzo frutto per infondere nell’animo della schiava, divenuta regina e ormai incinta, il desiderio di ascoltare racconti. Per questa ragione, Taddeo seleziona dieci vecchie che gli sembrano le più esperte nell’arte di raccontare storie. Queste vecchie sono invitate a raccontare storie fino al giorno del parto della schiava-regina. Qui si inseriscono i 49 racconti. Nell’epilogo del racconto-cornice, Zoza ha l’occasione fortunata (grazie a una malattia di una delle dieci vecchie narratrici) di entrare in scena come ultima narratrice. Zoza racconta tutta la verità sull’inganno della schiava nera, che viene condannata a morte, mentre Zoza, finalmente, sposa Taddeo. Dal racconto-cornice emerge che, per Basile l’ascesa sociale è permessa solo nella finzione, nei 49 racconti fiabeschi, e non nel racconto-cornice, che viene presentato come storia vera. Infatti, in questo racconto, l’atto compiuto dalla schiava nera, che è sovversivo, contrario all’ordine sociale costituito, viene punito.
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