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Umanesimo e Rinascimento (1380-1545)


L’ “Umanesimo” indica la cultura degli umanisti, gli intellettuali che studiavano le “discipline umane”, cioè la grammatica, la retorica, la poesia, la storia e la filosofia; basata sulla riscoperta dei classici greci e latini e sull’affermazione dei valori terreni dell’individuo. Il “Rinascimento” indica la rinascita della civiltà e l’inizio di un’epoca nuova dopo i “secoli bui” dell’ “età di mezzo” (Medioevo). Il termine “Umanesimo” sottolinea gli aspetti ideologici e culturali, la consapevolezza che di sé ebbe il nuovo periodo storico; “Rinascimento” è il nome che si dà a tale periodo storico e si riferisce soprattutto alle manifestazioni artistiche e ai fenomeni di costume che l’hanno caratterizzato. L’età dell’Umanesimo e del Rinascimento riguarda un arco di tempo compreso tra la fine del Trecento e la metà del Cinquecento. All’interno del periodo ci sono due fasi: la prima (1380-1492) è quella dello splendore artistico e culturale italiano: il centro culturale più importante è la Firenze di Lorenzo de’ Medici; la seconda (1492-1545) è dalla morte di Lorenzo il Magnifico, dalla conseguente fine dell’equilibrio politico italiano e dallo sbarco di Cristoforo Colombo in America ( 1492-inizio dell’età moderna). Tra il XIV e il XV secolo sono state inventate anche la polvere da sparo (permetterà le guerre tecnologiche) e le banche (produrranno la supremazia dei valori economici). La modernità nasce all’insegna della contraddizione.
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