Genius 32358 punti

Ruolo dell'intellettuale


La cultura dell’Umanesimo, riconoscendo un nuovo valore alla vita pratica, stimolò in modo deciso la riflessione su temi politici e sociali definendo il fondamentale valore civile della conoscenza e del sapere come patrimonio condiviso. Il modello di intellettuale che univa lo studio alla politica divenne dunque centrale. E centrali divennero quegli argomenti in vario modo riconducibili al tema del vivere civile, come il naturale desiderio di ricchezza tipico della vivace società oligarchico signorile. Il primato attribuito alla vita attiva non impedì, tuttavia, a partire dalla seconda metà del Quattrocento, la rivalutazione della vita contemplativa, messa, però, al servizio del ruolo sociale e politico dell’uomo colto.

La connessione di cultura e impegno civile trovava terreno fertile negli assetti politico-sociali italiani, articolandosi secondo modalità differenti in rapporto con le diverse fasi e realtà politico-istituzionali della Penisola:
1) un Umanesimo civile si sviluppò soprattutto nelle realtà in cui, come nel caso della Repubblica di Firenze (prima dell’avvento dei Medici) o di Venezia, più forte era la sopravvivenza della tradizione municipale ; in tali contesti l’intellettuale fu chiamato a sintetizzare impegni pubblici e attività letteraria in nome di un ideale di cittadino esemplare che ha in Dante il suo modello;
2) un Umanesimo cortigiano s’impiantò dove persistevano invece strutture di tipo feudale e signorile, organizzate intorno a una corte. In queste realtà gli intellettuali risultavano dipendenti dal potere signorile, di cui erano chiamati a promuovere la politica e l’ideologia. Spesso stipendiati dal signore-mecenate, artisti e scrittori interpretarono la loro attività come una vera professione, resa possibile dalla tranquillità economica garantita dal vivere a corte. Fu questa la forma prevalente dell’Umanesimo nelle corti d’Italia e nella Firenze dei Medici ;
3) un Umanesimo curiale fu la forma che l’Umanesimo cortigiano assunse a Roma presso la curia pontificia . In tale contesto gli intellettuali potevano scegliere di farsi chierici, in quanto la condizione clericale garantiva loro un’indipendenza economica essenziale per una maggiore sicurezza di carriera. Agli intellettuali-chierici erano assegnati compiti legati all’istituzione religiosa e ai meccanismi amministrativi.

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email