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center]L'Arcadia


Tra 1400 e 1500 si sviluppa il Circolo dell'Arcadia, dove si aprono problematiche di ordine naturalistico e si scrive su temi di tipo bucolico (ripresa di Virgilio). Si vede come la natura sia un elemento principe insieme all'uomo. Il Circolo dell'Arcadia è così chiamato perchè è come se il baricentro culturale fosse stato spostato verso la Grecia e i suoi classici.
I componimenti sono in forma poetica, così come la Bucoliche virgiliane.

Un autore da cui si prende esempio è Teocrito, esponente della letteratura greca di età ellenistica che operò in Sicilia. Il suo uomo-tipo si muove sempre in ore con molto sole e in particolare durante la stagione estiva. Egli scrisse degli Idilli, in cui si nota come creda che il lavoro umano dia soddisfazione.


Altro autore riportato alla ribalta è Ovidio con le sue Metamorfosi, ma in generale si rielaborano elementi già presi dal mondo greco da parte della letteratura latina (si pensi alle Opere e i giorni di Esiodo).

In questo periodo la corte diventa un mondo ideale e perfetto, affrescata con molte decorazioni che ricordano la mitologia antica, ma simboleggiano eventi avvenuti in quel periodo (unioni, guerre...).
In tutte le opere c'è una sorta di spiegazione della realtà tramite il mezzo d'evasione rappresentato dalla mitologia.
Al contesto civile l'uomo preferisce l'ambiente naturale, più fresco ed ispiratore.

"L'Arcadia" è un'opera a tema pastorale composto su base delle egloghe di Jacopo Sannazzaro, che ricordano quelle di Virgilio. In questo periodo si inserisce anche il romanzo poetico "Pastor fido" di Giambattista Guarini.

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