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Domenico Di Giovanni


Domenico Di Giovanni, detto il Burchiello nasce a Firenze nel 1404 da una modesta famiglia dove il padre Giovanni era legnaiolo mentre la madre Antonia era filatrice mentre lui ed esercita il mestiere di barbiere, dedicandosi per diletto alla poesia. Nella sua bottega infatti si ritrovano artisti e letterati, e lì spesso si recitano e si improvvisano versi 'alla burchia", cioè alla rinfusa, spesso senza contenuto logico, tanto per divertirsi (Ia burchia è una piccola barca per il carico di merci): surreali mescolanze di parole che danno vita a una realtà impossibile. Fanno parte di questo gioco in rime anche Io scambio di sonetti (la tenzone, cioè Ia discussione polemica in versi tra amici) e poesie di forma più realistica, su argomenti quotidiani, letterari o politici. La barberia di Burchiello diventa presto un luogo di ritrovo di oppositori dei Medici, la famiglia più potente di Firenze (che era allora una repubblica), e iI Burchiello stesso è autore di versi antimedicei, cosa che lo fa cadere in disgrazia. Bandito dalla sua città, nel 1434 giunge a Siena dove sconta alcuni mesi di prigione per reati comuni (tra cui un misterioso furto di indumenti femminili) e subisce multe per essere stato coinvolto in risse. Nel 1445 si trasferisce a Roma e pochi anni dopo, nel 1449, vi muore in povertà.
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