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Francesco Petrarca

Francesco Petrarca nacque ad Arezzo nel 1304 da una famiglia fiorentina, trasferitasi ad Arezzo per le varie vicende politiche avvenute a Firenze in quegli anni.
Ser Petracco, il padre dell'autore, era un notaio, ma, come tanti fiorentini era di parte bianca, per cui fu esiliato.
Dopo qualche anno di permanenza ad Arezzo, Ser Petracco decide di lasciare la città per andare a vivere con la famiglia ad Avignone, che era diventata nel 1309 sede papale.
In Provenza, il Petrarca trascorre gli anni della giovinezza e qui, precisamente a Montpellier, compie i suoi primi studi giuridici. nello stesso tempo comprende di non essere portato per tali studi, in quanto passa la maggior parte del tempo a comporre opere minori e manifestare l'amore per la letteratura classica latina.
I suoi primi anni da letterato sono caratterizzati da un desiderio di vivere in maniera non impegnativa, quindi di non dedicarsi interamente agli studi, ma di vivere in modo spensierato.

Proprio per questo motivo egli viaggia molto in vari paesi, non solo italiani, ma dell'intera europa. Questi tuttavia non sono viaggi solo di piacere, ma anche di carattere filologico. infatti l'obiettivo preciso dei suoi continui viaggi è quello di andare di biblioteca in biblioteca per scovare vari testi classici latini. infatti grazie a Petrarca si devono la scoperta di molti testi antichi, come una parte del'epistolario di Cicerone, ovvero le lettere "Ad Atticum", egli non si limita a scovarle in un convento, ma ci lascia anche un suo commento.
La lingua che Petrarca preferiva era il latino, ma nonostante ciò coltivava anche il genere della poesia lirica volgare, sulle orme degli stilnovisti e di dante. Seguendo il modello dei poeti dell'amor cortese, volle raccogliere tutti i motivi della sua poesia intorno ad un'unica immagine femminile, a cui diede il nome di Laura, ricco di risonanze simboliche, in quanto il nome richiamava il lauro, la pianta sacra ad Apollo, dio della poesia. Sono nate molte discussioni sull'effettiva realtà di quest'amore e si è giunti anche a dubitare dell'esistenza di Laura.
La sua totale dedizione alle lettere e quindi al latino spiega il fatto che egli voglia dedicarsi alla religione: Petrarca prende gli ordini minori e diventa chierico, cioè colui che fa parte della chiesa e riceve fondi da essa, ma senza dedicarsi alla cura delle anime.
Un altro elemento fondamentale del Petrarca è il desiderio di gloria e dell'essere riconosciuto come il più grande dei poeti; Egli riuscirà in quest'impresa nel 1341, quando alla presenza del sovrano di Napoli, nel campidoglio, viene proclamato poeta con l'alloro sulla testa. Il desiderio di gloria e riconoscimento sono una parte della complessa personalità di Petrarca infatti se da una parte vi è un petrarca attaccato ai beni terreni, dall?altra la sua consapevolezza che i beni sono effimeri, destinati a finire: questa consapevolezza è stata messa nel Petrarca dall'amato fratello Gherardo, in particolare dalla sua drastica decisione di lasciare il mondo (che suonava come un ammonimento per il Petrarca) e di ritirarsi in convento, cosa che vagheggiò molto anche il fratello, ma che non mise mai in atto.
un altro elemento sia biografico che poetico è quello che spesso sentiva la necessità di isolarsi dal mondo e trascorrere interi periodi in solitudine, soprattutto nella valle di Valchiusa, in Provenza. Per Petrarca questo luogo è il "Locus Amenus": il luogo ideale sotto l'aspetto della natura, dove scorre il fiume sorga, di cui parlerà egli stesso in una delle sue opere del Canzoniere. Egli trascorreva le giornate lì in "ozium", in una solitudine data per concentrarsi allo studio e alla filologia.
Petrarca muore la notte tra il 18 e il 19 luglio 1374; secondo la leggenda mentre studiava, chino su un codice del suo amato Virgilio.

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