Ominide 1144 punti

Vita, opere e pensiero di Francesco Petrarca

Francesco Petrarca nacque ad Arezzo nel 1304.
Dopo un'infanzia trascorsa in Toscana, seguì il padre a Carpentras, presso Avignone, dal 1308 al 1377 sede papale; studiò diritto. Una volta ritornato ad Avignone, conobbe Laura, la donna idealmente amata e fonte d'ispirazione per le sue poesie. Abbandonati gli studi giuridici si dedicò con passione alla lettura degli autori classici e abbracciò la carriera ecclesiastica che gli consentì di viaggiare in Europa alla ricerca di testi letterari e nuove esperienze umane e culturali. Determinante fu l'incontro con il frate Dionigi di Borgo San Sepolcro, che gli donò una copia delle Confessioni di sant'Agostino. Da quest'opera Petrarca trasse ispirazione per il Sectetum, una profonda meditazione spirituale in forma di colloquio con Agostino e alla presenza della Verità.

Nel 1337 si stabilì a Valchiusa, un luogo tranquillo dove lo condusse il desiderio di una vita solitaria dedita allo studio e al perfezionamento della propria interiorità. Iniziò allora Gli uomini illustri nel 1338 e mise mano al poema Africa, ispirato all'Eneide di Virgilio.
Nel frattempo cresceva la sua notorietà di uomo di cultura e nel 1341 fu laureato grande poeta al Campidoglio di Roma, un riconoscimento ufficiale del suo prestigio intellettuale. Al 1343 risalgono le prime rime in volgare, poi confluite nel Canzoniere; successivamente si dedicò alla stesura dei Libri di avvenimenti da ricordare.
Dal 1345 al 1353, dopo un periodo d'intensa attività politica, ritornò a Valchiusa, dove si dedicò alle opere di meditazione filosofica. In questi stessi anni sollecitò il ritorno del papato da Avignone a Roma e accolse con favore il tentativo, poi fallito, di Cola di Rienzo, notaio di origine popolana, di restaurare a Roma un governo ispirato all'antica repubblica. Dal 1353 in avanti visse a Milano presso i Visconti; qui riprese la stesura del Canzoniere e iniziò il trattato sui Rimedi per la buona e la cattiva fortuna.
Risale a questo periodo la maggior parte delle sue Lettere, raccolta di scritti in latino indirizzati a personaggi del presente e del passato e conclusa dalla Lettera alla posterità. Nel giugno del 1361, per evitare la peste, si rifugiò a Venezia e più tardi a Padova sotto la protezione dei signori della città, i Carrara. Ricevuto in dono un modesto terreno ad Arquà, sui Colli Euganei, si costruì una casa dove si trasferì nel 1370. Qui si dedicò allo studio, confortato da pochi amici, tra cui Boccaccio, e completò i Trionfi, iniziati nel 1352.
La centralità della figura di Laura spicca sia nella raccolta lirica del Canzoniere sia nel poema allegorico dei Trionfi. I temi dominanti in entrambe le opere sono l'amore del poeta per Laura, la vanità dei beni terreni, l'ispirazione a un'intensa spiritualità. In particolare, nei Trionfi, il poeta racconta le visioni avute in sogno dei trionfi d'Amore, Castità, Morte, Fama, Tempo ed Eternità: ogni trionfo lascia il posto successivo, in quanto è da esso vinto secondo un itinerario esemplare, che va dall'amore profano all'amore divino e dalla gloria terrena alla gloria eterna. Petrarca morì tra il 18 e il 19 luglio 1374.

Hai bisogno di aiuto in Petrarca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email