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Petrarca è considerato il fondatore della lirica moderna. La creazione della lirica moderna avviene in concomitanza con la scoperta di una nuova forma di interiorità rispetto al Medio evo e all’antichità. L’io presente nel Canzoniere è un’io diviso fra tensioni opposte totalmente, che prima evidenziano la natura terrena dell’uomo, poi la superiorità della vita ultra terrena. Petrarca da impulso alla nascente civiltà umanistica e contribuisce alla formazione di una nuova tipologia di intellettuale, escluso dalla vita sociale e politica, che diventa uno specialista della cultura, nel cui ambito l’attività artistica è considerata superiore rispetto all’impegno politico. Questo “identikit” dell’intellettuale raffigura un allontanamento dal potere reale. Confrontando Dante e Petrarca emergono molte differenze: la vita di Dante è “sconvolta” dall’esilio che viene considerato simbolico poiché egli fa parte dell’ultima generazione in cui gli intellettuali sono parte attiva della vita politica e pubblica. Anche dopo l’esilio Dante continua a ragionare con la stessa mentalità politica, convinto di poterla influenzare con la propria attività intellettuale. Petrarca invece inaugura un nuovo tipo di intellettuale artista che è alla ricerca di rifugi in quanto esiliato e senza patria. La coscienza e l’interiorità prendono il posto dell’impegno politico nella scala gerarchica dei valori, rappresentata dalla poesia lirica. Questa fonda un proprio linguaggio autonomo ed elabora la propria disciplina. Mentre Dante nella divina commedia ricorre al plurilinguismo , Petrarca nel Canzoniere utilizza sempre un linguaggio elevato; questa scelta stilistica è detta “monolinguismo”

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