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Il Canzoniere: l’ ”io” lirico


Ad una prima lettura, il centro dell’attenzione del Canzoniere sembrerebbe essere Laura ma nemmeno l’amore fra Laura e il Petrarca costituisce il fulcro dell’opera. Al poeta interessa solo analizzare il suo “io” ed il suo dissidio interno fra quello che egli è e quello che egli vorrebbe essere. Infatti nel Canzoniere, il poeta parla soltanto di sé e continuando sulla scia delle Familiares e del Secretum, l’elemento che caratterizza l’opera è l'osservazione diretta e analisi della propria interiorità rappresentata da pensieri, sentimenti, desideri, pulsioni, stimoli.
L’introspezione psicologica è quindi dominante.
Di fronte alle passioni, il poeta, nel guardare dentro se stesso,
• prova smarrimento
• preso dallo smarrimento, prova un dolore profondo e molto sentito
• il suo “io” è preso da contraddizioni: speranze/ perdita di illusioni, passione terrene/aspirazione verso il bene spirituale
• desiderio di liberarsi dalle fragilità umane (che crea inquietudine)
• presa di coscienza che l’attaccamento alle passioni terrene lo allontana da Dio. Da questo deriva la formazione, all’interno del suo “io” senso di colpa e desiderio di perdono
• necessità di fuggire dal mondo e quindi dall’attrazione che le cose terrene esercitano su di lui.
• desiderio di raggiungere la gloria per mezzo della poesia
• coscienza del tempo che passa e della morte che si avvicina da cui deriva la presa di coscienza della brevità della vita umana

L’introspezione psicologica che vede l’”io” lirico al centro la poesia è uno degli aspetti di modernità di Petrarca che si ritrova anche nella lirica moderna.
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