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F. Petrarca - Benedetto sia ‘l giorno


Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno,
e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto,
e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto
da’ duo begli occhi che legato m’anno;

e benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco, e le saette ond’i’ fui punto,
e le piaghe che ’nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia donna ho sparte,
e i sospiri, e le lagrime, e ’l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ’l pensier mio,
ch’è sol di lei, sì ch’altra non v’ha parte.

Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta), Rima LXI

Parafrasi


Siano benedetti il giorno, il mese e l’anno,
e la stagione, e il tempo, e l’ora e il momento preciso,
ed il bel paese ed il luogo in cui io fui catturato
dai due begli occhi che mi hanno legato;

e benedetto sia il primo dolce affanno
che provai per il fatto di essermi innamorato,
e l’arco e le frecce da cui sono stato trafitto,
e le ferite che mi giungono fino al cuore.

Benedette siano le numerose parole che io
chiamando il nome della mia donna ho sparto
e i sospiri, e le lacrime, e il desiderio

e benedette siano tutte le poesie (i fogli di carta su cui scrivo poesie)
mediante le quali io divento famoso, ed il mio pensiero
che è soltanto suo, cosicché nessun’altra donna vi trova posto.

Commento


Il sonetto è composto secondo il seguente schema metrico: ABBA, ABBA, CDC, DCD.
Il tema è la celebrazione dell’amore per Laura, espresso in una forma quasi liturgica perché ricalca la forma di benedizione presente nella religione cattolica. Ogni aspetto di tale amore, che viene personificato perché scritto con la A maiuscola) è giudicato in modo positivo: perfino gli affanni diventano dolci, come pure le ferite, le lacrime e i sospiri.
La struttura è assai semplice: si tratta di una lunga enumerazione degli aspetti, dei luoghi (Petrarca conobbe Laura il venerdì santo del 1327, nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone) e dei vari momenti dell’esperienza amorosa del Petrarca, attraverso una serie di sostantivi, via via ampliati con delle relative. Questo elenco si regge su di un’anafora: benedetto, benedette. e viene utilizzata la tecnica dell’accumulazione di elementi, tramite la figura sintattica del polisideto, cioè il collegamento di un periodo con numerose e ripetute congiunzioni (e….e…e).
Da notare, tuttavia, la presenza di alcuni termini in antitesi con il piacere e la gioia che di solito dà l’amore: piaghe, lacrime, affanno. La loro presenza all’interno di una lode all’amore, trova una spiegazione nella sensibilità del poeta e soprattutto nel contrasto interiore e nell’amore non corrisposto.
Questo sonetto può essere posto in antitesi con padre del ciel, dopo i perduti giorni.
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