Giorgjo di Giorgjo
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La coscienza di Zeno

Vizio del fumo

La prima sezione tematica riguarda i vari e vani tentativi di Zeno di liberarsi del vizio del fumo, avendo cominciato a fumare sin da adolescente per impossessarsi della virilità del padre. Ogni ultima sigaretta veniva segnata con un cenno sul muro: in questo modo riempie il muro di segni. Il non riuscire a smettere di fumare porta il protagonista alla psicanalisi: la mania del fumo è una delle tante manifestazioni del disagio di inetto, caratteristica dei protagonisti di Svevo. Alla fine Zeno impone al suo psicanalista di essere guarito pur non essendolo, ed interrompe le sedute: è un’ulteriore prova della sua reale condizione.

Rapporto Zeno-padre

Il rapporto col padre è essenziale per gli inetti sveviani: l’inetto non coincide mai con la figura virile del padre. Zeno, rispetto ai due fratelli, vuole inconsciamente essere un inetto. Egli è invidioso del padre, lo vuole ferire, ma cerca di frenare ogni suo impulso aggressivo: il rapporto col padre è il rapporto che Zeno ha con gli antagonisti. Egli ha infatti paura perfino del dottor Coprosich, medico del padre, perché teme che quegli occhi scoprano il segreto che Zeno non vuole confessare nemmeno a sé stesso:il desiderio che il padre muoia. La sezione tematica che riguarda la morte del padre è l’analisi di un complesso rapporto composto da silenzi e malintesi, fino all’ultimo, quando in punto di morte il padre interpreta male un gesto di Zeno, e lo colpisce con uno schiaffo: questo equivoco pone fine al rapporto tra i due ma scaturisce in Zeno una serie di dubbi relativi al significato del gesto del padre.

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