Video appunto: Wislawa, Szymborska - Commento sulla poesia "Fotografia dell'11 settembre"

Commento sulla poesia "Fotografia dell'11 settembre"



Il testo della poesia dell'autrice Wislawa Szymborska: “Fotografia dell'11 settembre”ha suscitato in me forti emozioni.
Innanzitutto mi ha colpito particolarmente il fatto che la poetessa non abbia dedicato dei versi alla guerra o a coloro che hanno attentato alla vita altrui, diversamente da ciò che ci si aspetta da una poesia intitolata in tal modo.
Al contrario, l'autrice ha deciso di soffermarsi su chi ha subito l'attentato, vale a dire quelle persone che, da un momento all'altro, sono state costrette a scegliere di che morte morire: se lasciarsi divorare dalle fiamme o schiantarsi a terra. In particolar modo si è concentrata sui cosiddetti “jumpers”, ovvero coloro che si sono gettati dalle finestre dei piani più alti delle torri.
Ho apprezzato molto un'aspetto di questo componimento che compare anche negli altri testi della Szymborska, ossia il linguaggio semplice. Personalmente credo che una poesia non debba per forza rappresentare un sinonimo di ricercatezza, non è necessario utilizzare sempre un registro elevato. Io credo che un autore possa definirsi tale quando riesce a comunicare qualcosa al lettore, curante o meno del registro linguistico.

In aggiunta a ciò, ho ammirato moltissimo il fatto che la poetessa sia riuscita a trasmettermi un'idea della scena , arricchendo il testo di immagini come lo scompigliarsi dei capelli o il cadere degli spiccioli dalle tasche. Tutto ciò ha contribuito a creare una specie di fermo immagine che rimane veramente impresso nella mente di chi legge.
Infine, nell'ultima strofa l'autrice vuole sottolineare il fatto che lei si limita a descrivere un volo di pochi secondi che non è paragonabile ad una vita intera. Giustamente la scrittrice non ha voluto nominare il momento dello schianto sia perché nutre rispetto per quelle persone che hanno perso la vita in una maniera così atroce sia perché non esistono parole per descriverlo.