Giorgjo di Giorgjo
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Senilità

Protagonista del racconto è il trentacinquenne Emilio Brentani, invecchiato anzitempo e tormentato dal pensiero di una vita inutilmente trascorsa. Il titolo dell’opera si riferisce al modo in cui egli vive, cioè attraverso la rinuncia ai piaceri della vita e attraverso un sistema protetto. Emilio vive a Trieste ed è un modesto impiegato, ma grazie ad un romanzo scritto negli anni della giovinezza, gode presso i conoscenti di una piccola fama di letterato. La sua conoscenza del mondo è filtrata attraverso i libri, la lettura, la sua vita è prudente, quasi in difesa e non si snoda attraverso esperienze dirette e partecipazioni emotive. Egli è un debole, un inetto, un uomo che pur di non ammettere queste sue caratteristiche, mente a sé stesso e si rinchiude entro le mura domestiche e sotto la protezione della sorella Amalia, consumatasi anch’essa nel grigiore e nella solitudine.

La monotonia della propria vita piccolo-borghese e la delusione derivata dai suoi sogni mai realizzati lo inducono a intraprendere una relazione con la bella Angiolina, in cui vede incarnati i simboli della bellezza vitale e persino della salute fisica. Ma la scoperta delle menzogne, dei sotterfugi e dei tradimenti della ragazza non lo allontanano da lei. Egli la trasforma quasi in una figura pura e angelica cioè in quanto di più lontano c’è dalla superficiale e bugiarda “Ange”.

A contrastare la figura di Emilio c’è quella di Stefano Balli di cui Amalia è innamorata. Egli è forte e dominatore, carismatico e presuntuoso e soprattutto ha successo con le donne. È’ tutto quello che Emilio non ha il coraggio di essere, ma mentre Emilio reagisce agli eventi con un odioso vittimismo, Stefano maschera i propri limiti con una specie di delirio di onnipotenza. Svevo delinea l’inetto con maestria, raffigura il debole che cerca di atteggiarsi ad uomo, ma che è terrorizzato dalla realtà, l’incapace di vivere che riesce solo a camuffarsi e a nascondersi.
E’ la storia di un fallimento, la storia di chi vede trascorrere la propria vita senza riuscire a viverla, di chi si chiude in una senilità precoce e guarda al passato come un vecchio alla sua gioventù. E’ la storia di chi si crea alibi e false rappresentazioni di se stesso per non incorrere in penose consapevolezze. Rispetto ad “Una Vita”, dove la vita viene rappresentata come una lotta per la sopravvivenza, qui non sono presenti problemi sociali. Tutto viene filtrato nella mente di Emilio, l’inetto, opposto a Stefano Baldi, che caratterizza la figura del Super-Uomo. I due personaggi rappresentano due risposte diverse ma complementari alla crisi dell’uomo. In Senilità Svevo descrive anche la psicologia dell’intellettuale piccolo borghese. In Emilio sono presenti alcuni atteggiamenti positivistici: egli si comporta come uno scienziato e studia gli atteggiamenti dei personaggi, essendo convinto che essi siano regolati dalle leggi della natura. Emilio si sente un rivoluzionario in politica, perché vagheggia un aspetto utopistico. E’ presenta l’ironia oggettiva, in quanto il narratore interviene nella narrazione comunicando la sua prospettiva.

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