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Invernale

Stefano Raimondi

Le poesie che propone Stefano Raimondi nel suo libricino “invernale” sono differenti fra loro, ma con alcuni punti chiave che si riprendono esplicitamente, o implicitamente.

Il tema principale che ricorre in molte poesie è la solitudine.
Questa si può ritrovare principalmente implicitamente nel prologo con alcune parole come “soli”, nella terza poesia, nella quarta, con citazione all’assenza, come un senso di tristezza, isolamento, nella quinta, come mancanza, e ancora una volta assenza, si parla di vuoto, deserto. Ed ancora si puo trovare la silitudine nell’ottava esplicitamente interpretata come abbandono, malinconia al passato, ed infine nella nona poesia in cui esplicitamente si spiega che la solitudine coglie anche in mezzo alla gente, improvvisamente e senza scelta.

Un altro tema che ricorre spesso in questa raccolta che è in parte legato al precedente è il silenzio e il rumore richiamato molto nel prologo con due personificazioni “la neve parla” e “l’inverno balbetta” , seconda poesia con molte con ossimori proprio sul rumore/silenzio. Nella terza vi è ancora il tema del rumore con una personificazione “ ..non ha parole lunghe la neve..”.

Troviamo, inoltre, altri sottotemi come quello del freddo nel prologo, nella terza poesia e nell’ottava in cui vi è anche un ossimoro caldo/freddo.

Per quanto riguarda la struttura delle poesie non è regolare, non vi sono rime e i numero di versi delle strofe delle singole poesie sono sempre diverse tra loro, a parte nel prologo, e diverse con l’insieme della raccolta.
Le figure retoriche in alcune delle poesie non sono presenti, come nella quarta e nella quinta, in altre, invece ve ne suno una, due, o tre, di diverso tipo.
Con ciò si può concludere che Stefano Raimondi ha “giocato” molto con i significati delle poesie, con i temi e meno dei significanti e delle strutture delle poesie.

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