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Cesare Pavese


Cesare Pavese (1908-1950) nacque nelle Langhe piemontesi e mori suicida a Torino.
Fu poeta e romanziere, svolgendo anche una notevole opera di orientamento culturale.
Tra le opere poetiche che si segnalano le raccolte "Lavorare stanca", pubblicata nel 1936, e "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", uscita postuma nel 1951.
Delle opere di narrativa si ricordano "Paesi tuoi" del 1941, quindi Feria d'agosto" del 1946, "Il compagno" e i "Dialoghi con Leucò" del 1947, "Il carcere" e "La ca sa in collina" del 1948, "Il diavolo sulle colline" e "Tre donne sole" del 1949 e infine il suo capolavoro, "La luna e i falò", uscito nel 1950. Meritano di essere menzionati anche "Il mestiere di vivere", una sorta di diario uscito postumo nel 1952,e l'epistolario. Pavese fu uno scrittore di opposizione, avverso al regime mussoliniano, tanto da essere condannato nel 1935 a tre anni di confino scontandone però soltanto uno.

Coltivò un forte interesse per le letterature inglese e americana, traducendo opere di Melville, Defoe, Joyce, Faulkner, Dos Passos, che contribui a far conoscere in Italia compendiando alcuni romanzi di questi scrittori nella raccolta "La letteratura americana e al tri saggi", pubblicata postuma ne 1951.

Il 27 agosto 1950, in una camera d'albergo a Torino, Cesare Pavese, a soli 42 anni, si toglie la vita. Lascia scritto a penna sulla prima pagina di una copia de "I dialoghi con Leucò".

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