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analisi della poesia Nel buio di Magrelli

Nel buio


L’ossame dei monti
sembra fatto di costole, mandibole,
vertebre, dentro uno spazio tortile,
ricurvo come in una colonna
o un capitello gremito di figure,
nodi, corpi. Ma l’interno,
l’interno è solo terra colma di sé,
massiccia, mole indistinta, massa
disarticolata, pura giacenza, pasta
dolce, buia, screziata
da pietre, da vene
lungo gli strati lenti, le famiglie
di rocce in movimento, miele
del midollo, mollica,
midolla dei pani.

Se la forza di gravità,
la verticale, è la memoria
della terra che chiama
a sé le cose per ricordarle,
l’ansia è la mia memoria,
forza che non è amore
ma vocazione all’assedio.
Ne sento la pressione
incombere mentre la stretta
mi serra in una morsa

dove colpo su colpo sto
martellato ferro
battuto. Ecco l’urto
del tempo attratto su di me,
precipitante
nel battito del polso
nero, incudine
calamita.

Analisi della poesia


I versi della poesia presentano tantissime sillabe. Nell'ambito della poesia, il poeta Valerio Magrelli sottolinea quali siano le differenze e le uguaglianze che sussistono fra il corpo degli esseri umani e l'ambiente a noi circostante. Il termine "ossame dei monti" serve per dare una certa animazione alle montagne, paragonandole ad uno scheletro. Nella parte compresa tra il verso 1 ed il verso 6 si parla della parte esterna delle montagne, mentre nella seconda parte compresa tra il verso 7 e la fine della lirica viene descritta la parte interna della montagna come se fosse una mollica.
Il midollo e la mollica inoltre rappresenterebbero sempre la parte interna della montagna, simboleggiando la parte più debole del corpo.

Figure retoriche


- Nel verso 7 è presente una sinalefe.
- Nel verso 13 c'è una sinalefe.
- In particolar modo tra il verso 4 ed il verso 13 sono presenti molti enjambements che rappresentano la figura retorica più ricorrente nel componimento poetico.
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