Video appunto: Il nome, Cesare Pavese

Il nome di Cesare Pavese



Non ricordava chi erano i suoi compagni durante quelle giornate. Alcuni ragazzi, probabilmente fratelli, vivevano in una casa di paese. Uno di loro si chiamava Pasquale detto Pale, conosceva molti ragazzi in quel posto. Pale aveva una bocca quasi da cavallo era molto alto. Quando capitava che il papà gli dava botte, lui scappava di casa e rimaneva fuori per giorni, però poi quando ritornava, lo aspettava la cintura del padre.
Così scappava nuovamente mentre la madre cercava di richiamarlo dalla finestra che affacciava su prati fioriti e sboccava a valle. Alcune mattine veniva svegliato dall’urlo di lamentele di quella donna.
Erano molte le signore anziane che cercavano di chiamare i figli, però il nome di Pale era quello che si sentiva maggiormente in mezzo ai colpi di fucile dei cacciatori. Era così nominato che a volte anche altra gente chiamava Pale solo per scherzo. Poi un giorno lui e Pale salirono tutti insieme sulla collina che stava di fronte, dalla terra arida. Pale aveva pochi denti e i capelli rossi e spesso veniva paragonato ad un leone. Quella volta erano molto concentrati a fare delle ricerche su un serpente.
Si erano bagnati fino alla pancia e la faccia abbronzata dal sole cocente. Le rane saltellavano dopo aver spostato le pietre. Pian piano si sentiva il rumore dell’acqua e delle piante, fino a che arrivò tramite il vento il richiamo da casa. Iniziarono ad incamminarsi per andare a cercare la vipera, mentre si rimise le scarpe fischiettando.

vita e opere di Cesare Pavese

Evoluzione della storia



I due avevano portato con loro due verghe a forcella in modo tale da prendere la vipera ed ammazzarla. Questa volta erano da soli a salire. Finché arrivarono davanti un rovereto da cui al di là era possibile vedere il cielo. Aspettarono che uscisse la vipera ma nulla. D’un tratto il vento portò con se il solito urlo che proveniva dal paese: era la mamma che chiamava Pale. Tutto quel rumore avrebbe fatto scappare la vipera e lo stesso Pale aveva paura che la vipera potesse riconoscerlo. Ma decidemmo di andare visto che le urla continuavano ad arrivare fino a loro.
Arrivò la sera e i due si trovavano vicino al ponte. Era il momento in cui le donne del paese iniziavano a chiamare a destra e sinistra, e i due ragazzi cercavano di godersi quel piccolo silenzio temporaneo. Ormai lo stesso Pale non aveva più paura delle botte che lo aspettavano ogni giorno e non aveva paura nemmeno che la vipera conoscesse il suo nome perché lei avrebbe attaccato solo se qualcuno l’avesse cercato.
Proprio in quel momento la vecchia alla finestra ricominciò a chiamare.

A cura di Anny.