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Musil


Nasce in Austria nel 1880 (contemporaneamente in Italia vi è la pubblicazione dei romanzi di Verga. Frequenta diverse accademie militari e si diploma in Ingegneria meccanica in Repubblica Ceca. Musil partecipa alla Prima guerra mondiale come ufficiale dell’esercito austriaco e successivamente si trasferisce in Svizzera, prima a Zurigo e poi a Ginevra, dove morirà nel 1942. Alcune sue opere sono di ispirazione autobiografica.
. “L’uomo senza qualità” Il suo capolavoro è l’opera intitolata “L’uomo senza qualità”, che rimarrà incompiuto, considerato il romanzo di lingua tedesca più importante del ‘900. Questo capolavoro letterario di lingua tedesca si propone come un efficace ritratto delle contraddizioni vissute dall’uomo nella modernità, lacerato tra il “mondo di ieri” e i nuovi tempi che avanzano. Il laboratorio di tali sconvolgimenti è per Musil la sua amata-odiata patria: l’Austria d’inizio secolo (che Musil chiama scherzosamente Cacania, dalla formula “imperiale e regia” nella forma abbreviata tedesca “K. und K.”). L’opera è la rappresentazione delle grandi crisi del Novecento. Musil analizza con nostalgia e ironia la società asburgica, facendone affiorare il volto nascosto. In alcuni casi però il sarcasmo cede il passo a una dimensione ben più tragica, prefigurando la barbarie del nazismo. Il romanzo si pone come satira di un'intera epoca. . Ulrich è il protagonista del romanzo. Ha ormai passato i trent'anni e ha alle spalle una breve carriera di ufficiale, studi di ingegneria e matematica. La Vienna che fa da sfondo alla sua esistenza è ormai una città che appare come pietrificata dalle convenzioni sociali. Non si può parlare di una storia vera e propria perché manca di un inizio e di un epilogo. Si racconta che per festeggiare il settantesimo anniversario di regno dell'imperatore Francesco Giuseppe si è costituito un comitato politico, l'Azione parallela, di cui Ulrich è il segretario, uomo raffinato e asociale. Un intellettuale di formazione scientifica che si relaziona con la realtà in modo problematico: insoddisfatto della sua vita è alla ricerca di qualcosa che dia un senso alla sua esistenza. Ulrich vive con estremo disagio la propria condizione di intellettuale in un contesto sociale che va sempre più deteriorandosi sotto il profilo etico e culturale. Contrariamente a quanto il titolo potrebbe suggerire Ulrich non è affatto un uomo privo di qualità, di qualità ne ha tante, ma non riesce a indirizzarle verso uno scopo e non ha la determinazione necessaria per metterle in atto. Questo è il punto da cui partire. Rappresenta il lavoro di una vita. Dall’incapacità di mettere in atto le sue qualità deriva la sua inettitudine: la società non si combina con le sue propensioni, facendolo sentire in una condizione di alienazione, di estraneità. Ulrich è quindi la figura emblematica di una civiltà ricca di passato e priva di futuro, che appare immobilizzata dalle convenzioni sociali. Musil comincia a pensare a un grande romanzo autobiografico, sia pure scritto in terza persona, negli anni della prima guerra mondiale. Musil legge nella guerra il principio della fine di una civiltà e di una cultura; a significare questo crollo, sceglie appunto l'impero austro-ungarico: l'Austria imperiale, Stato progredito, libero non sente più di avere in sé alcuna missione storica da compiere. Il tema della fine dell’impero austroungarico si fa emblema del crollo di un’intera civiltà, di una cultura secolare e di una conseguente e parallela, crisi culturale: Musil appare critico verso i meccanismi burocratici delle istituzioni imperiali. L’opera presenta una struttura particolare anche perché non è stato terminato dal suo autore e contiene tematiche storiche e filosofiche che lo fanno assomigliare ad un saggio. Ulrich percepisce il mondo che lo circonda come un universo di convenzioni e di abitudini. Attorno a lui ruotano altri membri del comitato, appartenenti a diverse classi sociali di Vienna, tutti mirabilmente descritti nelle loro meschinità morali e materiali. L’organismo, costituito da personaggi di alto profilo sociale ma di basso profilo morale, gli consente di constatare l’evidente stato di decadimento di una società che ha ormai divorziato dai valori più autentici o di rappresentare, non quel che è, ma quel che dovrebbe essere, o anche quel che potrebbe, come soluzione parziale di quel che dovrebbe essere”. Un tale compito era evidentemente smisurato, infatti lo scrittore prese atto di andarsi perdendo “in problemi secondari che divergono l'uno dall'altro, anziché convergere”. Per questo manca un filo conduttore. I temi spaziano dalla morale alla psicologia, dalla filosofia alla sociologia, ma vertono intorno all'impossibile conciliazione tra l’io interiore e il mondo. Il protagonista, Ulrich Anders, possiede diverse qualità, ma gli manca un obiettivo a cui indirizzarle. La narrazione dei progressi dell'Azione parallela, scarsi fino all'insuccesso, si interseca nel romanzo con quella di vicende private, come la crisi della coppia formata da Walter e Clarisse o il complesso legame che unisce Ulrich alla sorella Agathe (incontrata dopo molti anni di separazione, accanto al letto di morte del padre; nasce un legame di morbosa e affascinante profondità, nel quale Ulrich vive un'esperienza di appagamento totalizzante, come nessuna delle donne che ha amato fino a quel momento ha saputo dargli) e di vicende sociali a carattere esemplare, come quella di un condannato a morte per l'assassinio di una prostituta. Accanto a Ulrich si delineano altri personaggi: Walter, temperamento d'artista ma aderente alla realtà e alla vita, sua moglie Clarissa che si dedica alla cura dei pazzi fino a impazzire lei stessa, l'ebrea Gerda che abbandona una solida esistenza per partecipare a un movimento di giovani di tendenze germanico-cristiane, il grande industriale Arheim. Il romanzo di Musil si può collocare nella stagione immediatamente successiva al Decadentismo. A quell’epoca molti scrittori, in aree culturali diverse, esprimevano il tema della crisi d’identità dell’uomo contemporaneo; una crisi dovuta a fattori storico sociali, come i nazionalismi, l’emergere delle masse sulla scena della storia, il frantumarsi del vecchio ordine politico.
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