La biografia di Eugenio Montale è specchio fedele della sua etica e del suo modo di concepire la poesia che vuole poeta 'povero uomo' tra una folla di poveri uomini. Divide l'infanzia tra Genova, dove era nato nel 1896, e Monterosso, nelle Cinque Terre della Riviera di Levante, a contatto con quel paesaggio che fin da allora si incide nella sua memoria per poi riaffiorare nella prima fase poetica. È costretto a interrompere gli studi tecnici per la malferma salute. Nel 1915 tenta anche un'esperienza musicale a cui ben presto rinuncia. Risale a questo periodo il suo primo contatto con la poesia, affermato nel sonetto meriggiare pallido e assorto del 1916. Nel 1917 Montale viene chiamato alle armi e inviato al fronte. Congedato nel luglio del 1919 ritorna nella città natale dove stringe rapporti con i letterati che frequentano i caffè Diana in Galleria Mazzini; qui conosce, tra gli altri, il poeta Camillo Sbarbaro. Riprende gli studi ma in modo autonomo e al di fuori di ogni carriera sistematica; impara lo spagnolo ed inglese (che gli permetterà poi una profonda conoscenza delle opere di Thomas Eliot e di Ezra Pound); si interessa di filosofia, soprattutto dei testi di Boutroux e di Bergson che lo avvicinano alla cultura antipositivistica. Nel 1922 Montale si trovava a Torino dove conosce il gruppo di Piero Gobetti che su "La rivoluzione liberale" (1922) e il Baretti (1924) cerca di dare voce a una resistenza culturale al fascismo, in quegli anni fiancheggiato dal futurismo e dal dannunzianesimo. Proprio nelle edizioni di Piero Gobetti appare nel 1925 la prima raccolta poetica dj Montale. Sempre nel '25 il poeta firma il Manifesto degli Intellettuali Antifascisti redatto da Benedetto croce, e pubblica sulla rivista milanese "L'esame", omaggio a Italo Svevo, da cui inizia la riscoperta italiana dello scrittore triestino. Nel 1926 Montale incontra Svevo a Milano, ne nasce una affettuosa amicizia testimoniata da numerose lettere. Nel '27 il poeta si trasferisce a Firenze come impiegato della casa editrice Bemporad; nel '29 è nominato direttore del Gabinetto scientifico letterario Vieusseux, incarico che ricoprirà fino al '38 quando verrà allontanato perché non iscritto al Partito Fascista. Nel capoluogo toscano avvengono le relazioni decisive per Montale; fa amicizia con gli scrittori Elio Vittorini, Carlo Emilio Gadda, Guido Piovene Gianna Manzini; frequenta regolarmente il noto caffè degli ermetici, chiamato Le Giubbe Rosse. Nel 1939, già nel cuore della second

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