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Analisi del testo: “Versi quasi ecologici”, Giorgio Caproni


Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: “Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.”

Punto 1. Caproni in questa poesia descrive l’azione dell’uomo sulla natura con accezione negativa, infatti rimprovera gli uomini per i gesti che compiono nei confronti del mare, del vento, degli animali e della terra, utilizzando espressioni come “uccidere” o “soffocare” per sottolineare la crudeltà delle loro azioni. Inoltre accusa chi per lavoro uccide gli animali e ne trae profitto. Per Caproni la natura è portatrice d’amore sostenendo ai versi 10-12 che “L’amore finisce dove finisce l’erba e l’acqua muore”, e per lui la terra potrebbe tornare a essere bella se l’uomo scomparisse.

Punto 2.1 Il contenuto della poesia può essere collegato al titolo della raccolta “Res amisa” cioè “Cosa perduta” in quanto la Natura è quasi perduta a causa delle azioni dell’uomo che, davanti a questa strage, rimane indifferente. La Natura è quindi perduta come concetto e come valore: l’uomo ha perso il contatto con la madre-terra sfruttando a suo piacimento le sue risorse che non sono infinite.
Punto 2.2. La poesia può essere idealmente divisa in due parti a metà del verso 10. Nella prima parte il poeta descrive le crudeli azioni dell’uomo contro la natura e li ammonisce con una serie di negazioni che sottolineano la gravità dei loro gesti e invita le persone a non elogiare chi uccide animali per trarne profitto. La prima parte ha quindi funzione di denuncia nei confronti delle azioni dell’uomo che distrugge sempre di più la Natura. Nella seconda parte invece afferma quanto gli elementi della Natura siano portatori di amore e, quando essi smetteranno di esistere a causa nostra, allora sparirà anche l’amore stesso. Sostenendo infine che la terra potrebbe tornare a essere bella come un tempo se l’uomo scomparisse, indica la causa del problema che affligge la nostra terra: l’uomo, che distruggendo la Natura, distrugge un po’ anche se stesso.
Punto 2.3 I verbi che rappresentano le azioni dell’uomo utilizzati nella poesia sono “uccidere”, “soffocare” e “fulminare”. Sono tutti verbi che indicano azioni negative, al fine dello sfruttamento crudele delle risorse naturali da parte dell'uomo. Le azioni dell’uomo nei confronti della natura sono quindi indicate da questi verbi posti in negativo: l’uomo infatti, non deve “uccidere” la natura, non deve “soffocare” il canto degli animali e non deve “fulminarli”.

Punto 2.4 La motivazione che spinge l’uomo a compiere questi gesti terribili nei confronti della Natura è, secondo il poeta, “il profitto vile” (verso 7).
Punto 2.5. L’autore critica la società moderna che elogia chi compie azioni crudeli e approfitta della Natura per i suoi scopi, una società a cui interessa di più il guadagno che il rispetto per il pianeta in cui vive. La sua posizione in merito viene espressa ai versi 7-10 con la frase “E chi per profitto vile fulmina un pesce, un fiume, non fatelo cavaliere del lavoro.”
Punto 2.6. Il poeta afferma che l’uomo senza la Natura non potrebbe sopravvivere mentre la Natura, al contrario, potrebbe vivere meglio senza l’uomo. L’uomo necessita della Natura per due motivi: non potrebbe sopravvivere senza di essa perché “anche di questo è fatto l’uomo”(verso 6), e in particolare ha bisogno di essa per il proprio sostentamento, in quanto l’uomo da sempre vive grazie a ciò che la Natura gli offre, o che si prende sfruttandola. La Natura invece sarebbe molto più rigogliosa e sopravvivrebbe ugualmente senza la presenza dell’essere umano, come sostiene Caproni negli ultimi tre versi “come potrebbe tornare a essere bella, scomparso l’uomo, la terra”.
Punto 2.7. Nell’ultima parte della poesia Caproni definisce il mondo deturpato dall’uomo con l’espressione “paese guasto”. Il sentimento di chi resta, sospirando nel vedere il mondo “guastato”, è di tristezza e rassegnazione al fatto che ciò che è andato perduto non potrà più essere recuperato e il nostro pianeta è distrutto per sempre.
Punto 2.8. I versi della poesia non sono della stessa misura. Il componimento è ricco di enjambement ai versi 6-7, 9-10, 10-11, 14-15. Sono presenti anche delle rime ai versi 2-3 vento/lamento, 4-5 lamantino/pino 13-14 foresta/resta, 15-16 vasto/guasto, l’assonanza al verso 17-18 bella /terra e le consonanze ai versi 3-4 lamento/lamantino e 9-10 cavaliere/amore.

Punto 3. Il contenuto della poesia è un’aperta denuncia alle azioni dell’uomo che distruggono sempre di più il nostro pianeta solamente a scopo di lucro, perciò il rapporto tra Natura e uomo non è facile. Nonostante Natura e uomo siano due facce della stesa medaglia, la convivenza risulta difficile a causa dei comportamenti vili degli esseri umani, che con i loro atteggiamenti presuntuosi e irresponsabili, porteranno alla fine della specie umana. Perché la Natura, se non viene rispettata, si ribella. Secondo molti scienziati infatti, i cambiamenti prodotti dall’uomo nell’atmosfera e negli oceani hanno reso pericoloso il nostro pianeta aumentando la frequenza e la gravità delle catastrofi naturali. Negli ultimi anni si sono scatenate diverse tempeste violente, e gli scienziati credono che sia dovuto al riscaldamento globale che fornisce più energia alle perturbazioni.
Della stessa idea di Caproni è anche la cantante Laura Pausini che nella canzone “Sorella Terra” celebra la bellezza del nostro pianeta ed evidenza la noncuranza dell’uomo verso le risorse che essa ci mette a disposizione, tema portato avanti anche dalla cantante Giorgia nel brano “Mal di Terra”.

Quindi, secondo il mio parere, è giusto il progresso, ma deve essere fatto nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo, perché come dice Caproni, siamo fatti di mare, di vento, del pino e del galagone. Per fare in modo che l’uomo ritorni in armonia con la terra è necessario il rispetto verso la Natura e le sue risorse.

Bibliografia


Fonte: www.lescienze.it “Il riscaldamento globale rafforza i venti degli uragani”
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