Aldo Palazzeschi


Pseudonimo di Aldo Giurlani, nacque a Firenze nel 1885. Dopo il diploma in ragioneria, si dedicò alla recitazione. Esaurita la parentesi di attore, si impegnò nella letteratura, abbracciando in un primo momento le scelte poetiche del crepuscolarismo. La sua prima raccolta di poesie fu Cavalli bianchi (1905); seguita da Lanterna (1907) e Poemi (1909), firmata con il nome del suo gatto Cesare Blanc. l’avvicinamento del poeta al futurismo è segnata da L’incendiario (1910), si distacco dal futurismo nel 1914 in aperto dissenso con la posizione interventista del movimento. Da allora ebbe una vita appartata. Dopo aver soggiornato tra Firenze e Parigi si trasferì a Roma dove morì nel 1974.

Interessante è la produzione narrativa, il cui esordio avvenne nel 1911 con Il codice di Perelà, un divertente romanzo allegorico in cui un omino fatto di fumo ripercorre le vicende di Cristo. Tra gli altri romanzi ricordiamo Le sorelle Materassi (1934); I fratelli Cuccoli (1948); Storia di un’amicizia (1971).

L’incendiario: la raccolta appartiene al breve periodo futurista di Palazzeschi. Fu con questa raccolta che lo scrittore rivelò tutta la sua carica ironica, divertendosi a dissacrare il ruolo del poeta, dando sfogo al suo amore per il NON-SENSE. Nell’Incendiario Palazzeschi attacca, con un tono scanzonato e irriverente, i conformismi della società, assegnando al poeta una funzione provocatoria.

E lasciatemi divertire – Incendiario


È una poesia teatrale. In questa lirica, dal tono divertito e disimpegnato, Palazzeschi esprime la sua concezione sulla funzione della poesia e sul compito del poeta in un contesto sociale che ne ha decretato la nullità e la perdita di importanza.

Apparentemente è un testo scherzoso con suoni divertenti e senza senso come se il poeta volesse burlarsi del lettore. In realtà Palazzeschi si interroga sul valore della poesia. Il significato della lirica sta proprio nella riflessione ironica sul ruolo del poeta < gli uomini non domandano più nulla ai poeti> quindi egli può giocare e divertirsi dal momento che quello che avrebbe da dire non interessa a nessuno.

Scrive questo perché se scrivesse qualcosa di serio il pubblico si lamenterebbe che il lessico è troppo difficile e non capirebbe.

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