L'opera "I discorsi" si divide in 3 libri scritti fra il 1517 e il 1518 e che in realtà sono appunti politici suggeriti a Machiavelli dalla lettura dei primi 10 libri della Storia di Livio in cui si tratta degli inizi della Roma repubblicana. Per questo "I discorsi" non sono un trattato organico ma sono riflessioni su singoli temi.
Il primo libro tratta le iniziative politica di Roma con la rassegna dei vari personaggi che ne prendono parte.
Il secondo libro parla dell'espansione dell'impero.
Il terzo libro parla delle azioni dei singoli cittadini.
Machiavelli riteneva che nel momento della creazione di uno Stato nuovo fosse indispensabile la virtù politica straordinaria di un singolo, mentre era convinto che la Repubblica garantiva maggiore stabilità alle istituzioni e stimolava la virtù dei cittadini in senso civile e militare.

Rapporto Principe-Discorsi: mentre nel Principe Machiavelli affronta la forma di governo monarchica ed assoluta e celebra la virtù del Principe, nei Discorsi indica gli ordinamenti utili alla sopravvivenza dello Stato anche dopo la morte del Principe (questi ordinamenti sono rappresentati dalla Repubblica). Se il Principe in Italia era necessario all'inizio (nel momento della costruzione delle istituzioni statali), la forma che Machiavelli vagheggiava per il futuro stato italiano era quella repubblicana ispirata alla repubblica romana antica.

Mentre il Principe è un'opera militante che incide sulla vita politica, i Discorsi sono un'opera di pedagogia politica.

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