Ominide 30 punti
Magnifico oratori Florentino Francisco Vectori apud Summum Pontificem et benefactori suo. Romae


[...]Magnifico ambasciatore. Tarde non furon mai grazie divine. Dico questo, perché mi pareva haver perduta no, ma smarrita la grazia vostra, sendo stato voi assai tempo senza scrivermi; ed ero dubbio donde potessi nascere la cagione. E di tutte quelle mi venivono nella mente tenevo poco conto, salvo che di quella quando io dubitavo non vi havessi ritirato da scrivermi, perché vi fussi suto scritto che io non fussi buon massaio delle vostre lettere; e io sapevo che, da Filippo e Pagolo in fuora, altri per mio conto non le haveva viste.


Commento

In questa lettera, indirizzata all'amico Francesco Vettori, Machiavelli racconta dell'ozio forzato nel quale è costretto a vivere in ritiro a San Casciano.

La lettera può essere divisa in due parti:
1- Giorno: Machiavelli si lamenta della sua sfortunata condizione. Descrive la sua vita da campagnolo: discute con i tagliatori di legna, caccia gli uccelli, gioca e urla all'osteria. Fa l'ignorante tra gli ignoranti;

2- Sera: Ridiventa l'uomo che realmente è: prima di entrare nello studio si spoglia degli abiti pieni di fango e di loto e indossa gli abiti reali. Si immerge così nella lettura e nella meditazione notturna. Si sente grande tra i grandi. Chiede alla famiglia dei De Medici di farlo rientrare in politica, anche per compiti superflui e inutili (farmi voltolare un sasso).
Hai bisogno di aiuto in Principe?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email