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Concetti Chiave

  • Il testo distingue tre generazioni di cervelli: gli eccellentissimi, che cercano la conoscenza e si oppongono alla massa; gli eccellenti, che si pongono obiettivi ma sono influenzati dalla società; e gli inutili, privi di scopi e conformisti.
  • Gli inutili rappresentano una grande parte della società, influenzati da comportamenti imposti e da una cultura della superficialità che impedisce loro di pensare in modo critico.
  • Gli eccellenti si trovano a metà strada tra gli eccellentissimi e gli inutili; sono capaci di discernere ma spesso limitano le loro aspirazioni a ciò che è già stato scoperto da altri.
  • L'autore sottolinea l'importanza di non classificare le persone, riconoscendo che ognuno ha la capacità di pensare e scegliere, indipendentemente dagli influssi esterni.
  • Il giudizio su una persona è considerato soggettivo e deve basarsi su una conoscenza approfondita; non si può definire qualcuno migliore o peggiore senza comprenderne il contesto e le motivazioni.

Le tre generazioni di cervelli

“…sono di tre generazioni i cervelli, l’uno intende da sé, l’altro discerne quello che altri intende, e il terzo non intende né sé né gli altri: quel primo è eccellentissimo, el secondo eccellente, el terzo inutile.”

Vi sono tre tipologie di cervelli, ovvero tre tipi di persone. Vi sono gli eccellentissimi, gli eccellenti e gli inutili. I primi, secondo me, sono coloro che sono mossi dal desiderio di conoscere, cercano sempre di andare a fondo nelle cose, non si accontentano mai, vivono per realizzare i loro obiettivi. Questi vanno oltre, raggiungono le loro mete e sono pronti ad andare contro tutto e tutti, non perché sono ribelli ma perché pensano e agiscono con la loro testa senza farsi condizionare da ciò che pensa la massa, dai luoghi comuni e dalle frasi “standard” che spesso la gente usa quando non sa esprimere un parere personale su qualcosa. Gli eccellentissimi sono persone che creano, inventano, pensano e si distinguono proprio per queste loro capacità. Ma una persona è eccellentissima anche quando dedica tutta la sua vita ad aiutare gli altri, mettendo al primo posto non tanto il suo benessere, ma quello di chi ha veramente bisogno, non solo di soldi ma anche di cure e di affetto. Eccellentissimi, per me, possono essere anche i medici che lavorano in Africa o in altri luoghi in cui vi sono frequentemente guerre, oppure ancora le suore che fanno volontariato, i preti che vanno in “missione”, ma anche le singole persone che inviano denaro al fine di aiutare la ricerca. Queste persone però sono soltanto una minoranza in quanto il mondo è popolato per lo più da persone “inutili”.

Il ruolo degli inutili nella società

Gli inutili (o mediocri) sono coloro che non hanno obiettivi, non hanno scopi, si accontentano, pensano con la testa degli altri, sono superficiali, sono guidati dall’ignoranza, si adeguano e per di più imitano in quanto non sono dotati di una propria personalità. Di persone mediocri ce ne sono tantissime e purtroppo ci saranno sempre. Non credo, però, che “la colpa” di essere mediocri sia soltanto delle persone stesse ma piuttosto della società, infatti essa ci impone dei comportamenti senza i quali siamo emarginati da tutti, ci inculca nel cervello che comprare un determinato prodotto ci renda migliori, ci omologa facendoci credere che se non abbiamo le scarpe o le borse firmate non siamo come tutti gli altri. Così la gente non ha più tempo per pensare, studiare o farsi una propria idea a riguardo, perché bisogna stare al passo con gli altri, seguire la moda, avere sempre l’oggetto più moderno e per questo si diventa mediocri.

Gli eccellenti: una via di mezzo

Ma da queste persone si distinguono infine gli eccellenti che innanzi tutto sono coloro che riescono a distinguere l’utile dall’inutile e spesso anche il bene dal male. Gli eccellenti, secondo me, sono una via di mezzo tra gli eccellentissimi e gli inutili; sono ,per prima cosa, coloro che comprendono ciò che gli eccellentissimi hanno dedotto in precedenza (per questo l’eccellente “discerne quello che altri intende”). Vogliono ottenere sempre qualcosa e si pongono obiettivi proprio come gli eccellentissimi, ma il loro agire è spesso determinato e condizionato dalla società, anche se cercano di moderare il loro comportamento da perfetti conformisti, cercando almeno di pensare con la propria testa. Però eccellenti sono anche coloro che nonostante vogliano conoscere, si limitano a quello che è già stato conosciuto da altri. Da un lato quindi studiando, si formano culturalmente e politicamente ma non vanno oltre, dall’altro lato però si distinguono dai mediocri in quanto riescono a raggiungere i loro obiettivi e ottengono ciò che vogliono nel migliore dei modi.

Qual è l'importanza di non classificare le persone?

Le persone però secondo me non possono e non devono essere classificate. Non dovrebbero esistere gruppi di persone classificate in base ai loro meriti, ognuno di noi ha un cervello per poter pensare, ma bisogna scegliere se usarlo o meno. Anche se siamo condizionati dalla società, dalla massa e dai più potenti, siamo noi a scegliere cosa fare, cosa pensare, con chi stare e non dobbiamo dare sempre la colpa agli altri per quello che siamo o per quello che diventeremo. Per questo motivo possiamo appoggiare o meno le scelte di altri ma non possiamo giudicarle. Colui che ha il coraggio di mettersi in gioco, di non pensare ciò che gli altri pensano e di far valere le proprie idee anche se vanno contro l’opinione della maggioranza può essere considerato stimabile ma non migliore di un altro, allo stesso modo colui che sceglie di seguire la massa per pigrizia, può essere giudicato ignorante ma non peggiore degli altri!

Il giudizio soggettivo delle persone

Alla fine credo che una persona possa essere migliore o peggiore degli altri solo in base a pareri soggettivi, cioè: un individuo può essere giudicato solo se lo si conosce a fondo e di conseguenza il giudizio sarà condizionato da ciò che quella determinata persona ci ha trasmesso, dalla stima e dal rispetto che proviamo per quella.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le tre generazioni di cervelli e come si differenziano tra loro?
  2. Le tre generazioni di cervelli sono: gli eccellentissimi, che cercano sempre di conoscere e realizzare i loro obiettivi; gli eccellenti, che comprendono e si pongono obiettivi ma sono influenzati dalla società; e gli inutili, che non hanno scopi e si adeguano agli altri (testo).

  3. Qual è il ruolo degli "inutili" nella società secondo l'autore?
  4. Gli inutili, o mediocri, sono persone senza obiettivi che si conformano alle aspettative sociali, perdendo la propria individualità. La società gioca un ruolo importante nel creare questa mediocrità, imponendo comportamenti e consumi (testo).

  5. In che modo gli eccellenti si differenziano dagli eccellentissimi e dagli inutili?
  6. Gli eccellenti sono una via di mezzo: comprendono ciò che gli eccellentissimi hanno dedotto e si pongono obiettivi, ma sono spesso influenzati dalla società. A differenza degli inutili, riescono a raggiungere i loro obiettivi (testo).

  7. Perché l'autore ritiene che non si debbano classificare le persone?
  8. L'autore sostiene che le persone non dovrebbero essere classificate poiché ognuno ha la capacità di pensare e scegliere. Anche se influenzati dalla società, le scelte personali non devono essere giudicate in base a categorie rigide (testo).

  9. Come influisce il giudizio soggettivo sulla valutazione delle persone?
  10. Il giudizio sulle persone è soggettivo e dipende dalla conoscenza profonda che si ha di esse. Le opinioni sono influenzate dalla stima e dal rispetto che si prova, rendendo difficile una valutazione oggettiva (testo).

Domande e risposte

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