gaiabox di gaiabox
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Anziché proporre una giustificazione etico-religiosa, e perciò ideale, del potere politico, il fiorentino proclama necessario mantenersi fedele alla cruda realtà della storia e dell'azione politica: solo così si potrà fornire una precettistica funzio-nale all'uomo di governo (realismo politico). Sulla base dell'esperienza presente e della lezione della storia passata, Machiavelli elabora un'antropologia naturalistica, secondo la quale l'immutabile natura umana è tendenzialmente malvagia. Compito del principe, allora, non sarà tanto quello di praticare le virtù cristiane, quanto quello di fondare e con-servare lo stato anche a costo, se necessario, di adottare comportamenti moralmente deprecabili lasciandosi guidare da criteri esclusivamente politici, in piena autonomia.

Dinanzi alla fortuna, ossia all'insieme degli eventi non prevedibili o determinabili dalla volontà, il principe può e deve far leva sulla virtù (nel senso latino di "valore"), ossia sull'agire libero e consapevole, capace di cogliere e modellare le occasioni e di piegare attivamente le circostanze a proprio favore. Chi è irresoluto finisce travolto dagli eventi, mentre chi ha virtù decide tempestivamente, mutando rotta e atteggiamenti allorché le circostanze lo richiedano. La virtù consiste perciò nell'adozione dei mezzi idonei a conseguire il fine. Per fondare e conservare lo stato occorrono astuzia e fermezza, destrezza e coraggio: l'istintiva animalità della volpe e del leone (l'animale più astuto e quello più forte). Le virtù tradizionali - prudenza, giustizia, fortezza, temperanza, magnanimità, liberalità - varranno solo se conformi a tale scopo e andranno praticate solo a patto di non ledere l'immagine di potenza del principe. Capovolgendo il tradizionale catalogo delle virtù e dei vizi, Machiavelli sostituisce al bene il criterio dell'utile. La stessa religione, in questa prospettiva, assume significato solo in considerazione della funzione civile che essa è in grado di svolgere, ammaestrando i cittadini e contribuendo a rafforzarne il senso civico, funzione svolta in modo adeguato dalle religioni pagane della Grecia e di Roma e invece non adempiuta dal cristianesimo che, insegnando l'umiltà e la rassegnazione, scoraggia l'iniziativa umana.

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