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La lotta all’ecomafia

È ormai noto come, oggi, l’enorme valore economico assunto dalla gestione dei rifiuti abbia destato l’interesse di numerosi gruppi criminali, nazionali e internazionali, che, a fronte di costi modesti e di rischi limitati, si assicurano altissimi profitti economici. Da alcuni anni, infatti, la raccolta e lo smaltimento clandestino dei rifiuti è divenuto uno specifico settore d’interesse per la criminalità organizzata di tutto il mondo. Le infiltrazioni della malavita sono state riscontrate in ogni fase di tale ciclo: dalla raccolta – anche attraverso il condizionamento degli appalti – al trasporto, allo stoccaggio e allo smaltimento in discariche abusive.
Il decreto Ronchi introduce alcuni importanti strumenti per sradicare e reprimere il fenomeno in questione, ormai noto come ecomafia.
Il trasporto costituisce uno degli aspetti vitali della gestione di rifiuti e uno dei punti di maggiore interesse e pericolosità entro tale sistema. Il decreto disciplina rigorosamente e nel dettaglio le operazioni di trasporto dei rifiuti. In pratica, il viaggio di colui che trasporta i rifiuti deve essere accompagnato da un formulario di identificazione, dal quale devono risultare il nome e l’indirizzo del produttore e del detentore, l’originale, la tipologia e la quantità del rifiuto, l’impianto di destinazione, la data e il percorso dell’istradamento, il nome e l’indirizzo del destinatario. Tale formulario deve essere redatto in quattro esemplari, compilato e firmato dal detentore dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore, cosicché una copia rimane presso il detentore e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario stesso e due dal trasportatore che provvede a trasmettere una al detentore.

Rispetto alla disciplina precedente risulta stabilito in modo chiaro e schematico quale deve essere il documento che deve accompagnare il viaggio dei rifiuti e dunque per l’operazione di vigilanza su strada sembrano aprirsi spazi di chiarezza in ordine di controllo, perché è possibile verificare passo per passo a livello documentale sullo stesso atto partenza, viaggio, destinazione e natura dei rifiuti. L’omissione totale o parziale di tale documentazione, come l’incompletezza o l’inesattezza dei dati, sono puniti con sanzioni penali o amministrative.
Il decreto disciplina poi separatamente il traffico illecito dei rifiuti, prevedendo che chiunque effettui spedizioni dei rifiuti espressamente previsti dalla norma stessa integra il “traffico illecito” ed è punito con una sanzione penale, aumentata in caso di spedizione di rifiuti pericolosi. Trattasi di un concetto molto importante in quanto nel nostro ordinamento, per la prima volta, dopo aver disciplinato il generale trasporto dei rifiuti, la norma va a sotto specificare ed espressamente disciplinare un aspetto specifico del trasporto stesso che è costituito appunto dal traffico in senso stretto dei rifiuti.

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