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Jacopone da Todi: biografia e temi delle laude


Jacopone nacque a Todi, presumibilmente intorno al 1230, studiò all’Università di Bologna ed esercitò nella sua città natale la professione di notaio. Il cambiamento fondamentale della sua vita avvenne in seguito alla morte di sua moglie causata dal crollo del pavimento della sala dove si stava svolgendo una festa: sul corpo della donna fu trovato un cilicio e questo spinse a Jacopone a vivere una vita dedicata alla mortificazione e ala penitenza. Infatti entrò nell’ Ordine dei frati minori e nella lotta fra Conventuali e Spirituali, si schierò dalla parte di questi ultimi: i conventuali erano coloro che sostenevano un’applicazione piuttosto elastica della regola francescana, mentre gli Spirituali si battevano per un’applicazione rigida e per una povertà completa. Papa Bonifacio VIII si schierò con i Conventuali e Jacopone, entrato in conflitto con lui, fu addirittura imprigionato per essere liberato soltanto 5 anni dopo quando Bonifacio VIII morì. La sua esperienza spirituale è testimoniata soprattutto da 93 laude.
II laudario di Jacopone risente della sua forte personalità e di un’ esperienza personale particolare. Alla base della sua concezione religiosa c’è la coscienza lucida della miseria e dell’indegnità dell’uomo, della caducità del corpo e dei beni terrestri e della presenza sempre incombente della morte da cui deriva il rifiuto e addirittura la negazione del mondo, il che lo pone agli antipodi della religiosità che S. Francesco esprime nel Cantico delle creature.
La dimensione religiosa di Jacopone si esplicita e si concretizza in due modi: la polemica e il misticismo. La violenta polemica colpisce non solo Bonifacio VIII, suo acerrimo nemico, ma anche le donne, gli uomini importanti e soprattutto quelli superbi ed altezzosi e non tralascia di inveire anche contro i dotti dell’Università di Parigi. Dalle laude emerge anche un altro aspetto della sua religiosità: il misticismo, che affonda le radici soprattutto nel pensiero di San Bonaventura, in base a cui lo scopo ultimo della religione è arrivare al superamento dell’individualità per fondersi in Dio in uno slancio irrefrenabile di amore, quasi si trattasse di un raptus divino che annienta la personalità del poeta.
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