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Il cantico delle Creature, noto anche come Cantico di frate Sole, costituisce il primo testo letterario della nascente letteratura italiana. Secondo una leggenda, san Francesco compose il Cantico due anni rima della sua morte dopo una notte di acutissime sofferenze. Il cantico non è una poesia bensì è un testo letterario o meli prosa-ritmata; quindi non sono presenti versi o strofe ma il testo è più simile a una preghiera rappresentata nei salmi. La lauda, scritta in volgare, si rivolge anche ai meno colti; destinata alla recitazione orale è però tutt’altro che rozza. Il testo richiama una certa prosa religiosa medievale e i salmi davidici, mentre la lingua mostra l’aspirazione a un volgare letterario. Lo slancio lirico, trae origine da un misticismo nuovo proteso verso il mondo esterno e verso gli esseri del Creato: il Sole, la Luna, e le Stelle, il Vento, l’Acqua, la Terra, tutti “fratelli e sorelle” dell’uomo. Si è discusso a lungo se il Cantico contenga un invito alle creature a lodare Dio oppure la lode del Signore per mezzo di esse.

Facendo una analisi di questo cantico possiamo dire che è una poesia ritmata; al suo interno vi è una notevole ripetizione della parola laudo e le sue derivazioni e infine vi è la ripetizione del per il quale può essere inteso in 2 modi principali: come complemento di mezzo (ovvero “per mezzo di cosa”) e complemento d’agente.

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