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Concetti Chiave

  • Il Trecento rappresentò un periodo di crisi profonda in Europa, colpendo economia, politica, società e demografia.
  • Il declino economico fu caratterizzato da un uso eccessivo dei terreni agricoli e dalla crisi delle banche e del commercio, mentre il potere papale si frammentò con la presenza di due papi.
  • Le ribellioni e le tensioni sociali emersero, in parte a causa dell'ascesa della famiglia imperiale Asburgo, creando un clima di instabilità.
  • Le epidemie, tra cui la peste, causarono una significativa diminuzione demografica, ma allo stesso tempo prepararono il terreno per una rinascita culturale nell'età moderna.
  • Boccaccio, con il suo Decameron, esplorò temi terreni e umani, ma l'opera fu censurata dalla Chiesa per la sua considerazione eretica e per la minaccia ai valori religiosi.

Crisi del Trecento in Europa

Il Trecento fu un secolo di crisi per tutta l’Europa. Questa colpì tutti i fronti: quello economico, politico, sociale e demografico.

Declino economico e politico

L’economia che nei secoli precedenti era stata più o meno fiorente, con le nuove tecniche agricole, il nuovo sistema bancario, cominciò a rendere sempre meno: i terreni erano stati sfruttati troppo e quindi si cominciò a coltivare quelli meno fertili, lavorando di più e rendendo meno, anche le banche entrarono in crisi, come il commercio. La crisi si sentì anche nei “salotti aristocratici”: il papa si concentrò solo sul potere politico, così si arrivò ad avere due papi contemporaneamente sostenuti da due veri e propri partiti, quello italiano residente a Roma e quello francese di Avignone, il potere dell’imperatore diminuì sempre più fino a riguardare solo la Germania.

Ribellioni e tensioni sociali

In questo secolo si affermarono, come famiglia imperiale, gli Asburgo. Questi fattori crearono un clima di ribellioni che contribuirono ad accrescere la tensione.

Epidemie e rinascita culturale

Assieme alla crisi, la diminuzione demografica fu causata anche dalle numerose epidemie provenienti dall’Oriente come la lebbra, portata in Occidente dai crociati. La peggiore però fu la peste che in pochi anni sterminò milioni di persone. Questa profonda crisi dei sistemi medievali, portò a le condizioni per la prima “rinascita dell’uomo”, per l’inizio dell’età moderna. Queste condizioni si avvertirono molto nel nostro paese, poeti come Boccaccio, influenzati dalla grande crisi generale, portarono avanti dei pensieri rivolti alla vita terrena, all’uomo appunto.

Boccaccio e il Decameron

Infatti Boccaccio, fiorentino come Dante e che commentò la sua Commedia e la definì divina, scrisse il Decameron: una raccolta di novelle riguardanti gli interessi terreni di uomini che costruivano il loro destino con intelligenza; il tema dominante è l’amore. Nel 1559 la Congregazione dell’Indice dei libri proibiti, istituita dal consiglio di Trento, definì troppo terrena ed eretica questa opera e così, per il suo contenuto, ne proibì la lettura e ne bruciò le copie, forse perché la chiesa vedeva in quell’opera così terrena una minaccia non solo ai valori religiosi ma anche a quelli materiali.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali cause della crisi del Trecento in Europa?
  2. La crisi del Trecento fu causata da un declino economico e politico, con l'economia che iniziò a rendere meno a causa dello sfruttamento eccessivo dei terreni e della crisi bancaria. Inoltre, il potere politico si frammentò, con la presenza di due papi contemporaneamente, uno a Roma e l'altro ad Avignone.

  3. Come influenzarono le epidemie la demografia e la cultura del Trecento?
  4. Le epidemie, in particolare la peste, causarono una drastica diminuzione demografica, sterminando milioni di persone. Tuttavia, questa crisi contribuì anche a una rinascita culturale, preparando il terreno per l'inizio dell'età moderna e influenzando autori come Boccaccio.

  5. Qual è il significato del "Decameron" di Boccaccio nel contesto della crisi del Trecento?
  6. Il "Decameron" di Boccaccio riflette gli interessi terreni e le esperienze umane in un periodo di crisi, con un focus sull'amore e la costruzione del destino personale. Tuttavia, la sua visione terrena fu vista come una minaccia dalla Chiesa, che ne proibì la lettura nel 1559.

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