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Dolce Stil Novo

È l’ultimo tipo di poesia che deriva da quella provenzale, nata a Bologna e poi diffusasi a Firenze e in Toscana. Per il contenuto, la tematica riguarda la donna-angelo, porta all’estremo il concetto dell’amore astratto dei siculo-toscani; viene raccontato l’amore per una donna, sposata di solito, e diventa donna-angelo perché l’uomo compie azioni per elevare se stesso, migliorandosi, e avvicinarsi a Dio. Le donne hanno un valore così astratto da essere irraggiungibili, quindi quelle comuni non sono nessuno in confronto alle donne-angelo. Prima la donna era la rappresentazione del diavolo, che portava l’uomo a peccare, ora la concezione si ribalta completamente, non è tentatrice ma è colei che aiuta l’uomo ad avvicinarsi a Dio. Le donne diventano uno stereotipo di questo mondo angelico che costituisce il simbolo dell’avvicinamento a Dio.
Il nome viene dato da Dante Alighieri, poiché vi è un nuovo modo di scrivere rispetto a quella sicula, che ha ripreso quella provenzale modificando la metrica e aggiungendo il sonetto. ‘Stil Novo’ sta per nuovo stile, perché si cambia il modo di scrivere, mentre ‘dolce’ poiché lo stile è raffinato ed elegante: le parole vengono ricercate con cura, i versi sono scorrevoli grazie agli accenti, che, per l'appunto, li rendono dolci. Questo stile era riservato ai nobili e ad un pubblico colto: cominciano ad affermarsi i comuni e si sviluppa la classe borghese, che è istruita. Comincia a diffondersi l’idea che solo pochi possano entrare in contatto con la poesia, la letteratura e la cultura: Dante inizialmente è Stil novista, ma poi con la ‘Divina Commedia’ si rivolge a tutto il popolo, sfruttando un plurilinguismo e pluristilismo (obbiettivo di portare tutta l’umanità verso la salvezza).

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