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“Cortese” indica la gentilezza, nobiltà ed educazione , nonché i costumi raffinati e la generosità d’animo. Questo termina quindi indica sia una condizione sociale (chi frequenta la corte del sovrano) sia una condizione che indica un modello di perfezione da prendere ad esempio. La cultura cortese che si diffuse in Europa tra 11° e 13° secolo è di tipo cavalleresco. I cavalieri erano sia i Figli non primogeniti dei signori, sia uomini al servizio dei feudatari. La lealtà, la virtù spirituale, la gentilezza, la nobiltà d’animo, la fede nella Chiesa, la difesa delle donne e dei deboli.
Quindi intorno alla figura del cavaliere si afferma un ideale centrato sulle avventure e sulla quete. Con la comparsa del cavaliere- poeta a figura femminile viene rivalutata e le si attribuiscono virtù nobili. Da qui il corteggiamento diventa un rituale. Nella cultura cortese l’innamorato si sottomette all’amata, offrendo un “servizio d’amore”, composto di lodi e di devozione, in cambio chiede alla donna amata un saluto uno sguardo o meglio, l’amore corrisposto. L’amore nella cultura cortese sostiene e sconvolge l’orine esistente; sostiene poiché rispetta la gerarchia sociale feudale e sconvolge perché il più delle volte l’amata è moglie del proprio signore. La donna quindi concede a cavaliere onore, rispetto, protezione e il divenir cavalier-poeta. Nella società cortese l’amore è il centro dei due generi letterari : lirici e romanzeschi.

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