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Le canzoni di gesta

Il sistema dei generi e le più antiche canzoni di gesta: la filologia romanza ha accertato che le nuove letterature non sono nate in antitesi a quella latina del clero, ma dapprima in margine ad essa, poi ad integrarne alcune funzioni, quale il raggiungimento di un pubblico incolto. Ciò si evince da fogli o spazi bianchi lasciati in codici latini, utilizzati per l’inserimento di glosse.
I manoscritti con canzoni di gesta, in gran parte del XIII secolo, non possono ricondursi a uno di quei centri sulle vie dei santuari come afferma Bedièr. Inerentemente alla datazione, invece, le origini del dècasyllabe non risalgono più su del 1000, come afferma Maurice Delbouille.
Stante la dipendenza tra cultura feudale e clericale, vige una larga omogeneità fra vita del santo e dell’eroe, fra agiografia e canzone di gesta. Con la crisi fra monarchia e feudalità, invece, si ha una spaccatura fra canzone, radicata nelle strutture sociali di base, e romanzo, dal quale sarà costretta una tantum ad attingere.

L’epica nell’area oitanica: le “chansons de geste” – Il corpus: la produzione epica in lingua d’oil conta, scaglionate su un arco temporale che va dall’XI al XIV secolo, una novantina di canzoni di gesta, senza contare le diverse redazioni di una stessa canzone e quelle andate perse. La maggior parte è in forma anonima.

Criteri e metodi di classificazione: Jean Bodel dichiara in apertura della Chanson des Saisnes, composta alla fine del XII secolo, che “non ci sono che tre materie per chi è istruito: di Francia, di Bretagna e di Roma la grande; non c’è somiglianza fra le tre. I racconti di Bretagna sono vani e divertenti, quelli di Roma saggi e istruttivi, quelli di Francia sono veri come appare ogni giorno”. A queste si aggiunga una quarta “geste”: le canzoni di crociata.
Il volume di Jean Rychner sull’arte epica dei giullari, attribuisce alla chanson de geste un origine scritta di un genere diffuso oralmente, e quindi, in funzione di ciò, concepito per la recitazione.
Jean Frappier afferma il carattere politico militante e propagandistico di molta epica francese, Roncaglia aggiunge che è l’attualità storica che l’autore proietta sul fondo di un passato leggendario. Altri storiografi invece vedono la chanson de geste come luogo di elaborazione letteraria dei complessi problemi della società feudale (soprattutto il contrasto fra aristocrazia e monarchia, con quest’ultima a proteggere la nascente borghesia).
Epica a predominante storica, caratterizzata da fede cristiana e dall’ordine gerarchico-feudale della società, la chanson de geste presenta e si integra con gli elementi favolistici e folkloristici del romanzo e con temi avventurosi e sentimentali.

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